
Grandine, anche i florovivaisti alla conta dei danni.
Grottammare - Coperture di serre perforate, impianti compromessi e produzioni esposte alle intemperie. Prime stime tra 40.000 e diverse centinaia di migliaia di euro per le aziende maggiormente colpite.
La violenta grandinata che ha interessato la Riviera picena pochi giorni fa ha colpito duramente anche le imprese florovivaiste e le aziende del Distretto Florovivaistico delle Marche. Il fenomeno, caratterizzato da chicchi di dimensioni eccezionali, ha investito in particolare il corridoio compreso tra Grottammare, San Benedetto del Tronto, Porto d'Ascoli e Cupra Marittima, provocando danni diffusi ad abitazioni, automezzi, coltivazioni e strutture produttive.
Nel comparto florovivaistico le conseguenze assumono una gravità particolare. La grandine ha infatti perforato le coperture plastiche e distrutto quelle in vetro delle serre, rendendo numerose strutture non più in grado di garantire alle coltivazioni la necessaria protezione dalla pioggia, dal vento e, nel caso degli ombrai, dall'irraggiamento solare. Anche nei casi in cui le strutture metalliche portanti non presentano deformazioni evidenti, la quantità e la diffusione dei fori rendono spesso antieconomica una riparazione puntuale e impongono il rifacimento di intere porzioni delle coperture.
Tenendo conto delle differenti dimensioni aziendali e del diverso grado di compromissione, il danno medio alle sole strutture può essere prudenzialmente stimato tra 40.000 e centinaia di migliaia di euro per le aziende colpite in maniera significativa.
"La violenta grandinata che ha colpito la Riviera picena ha provocato danni molto gravi alle aziende del Distretto Florovivaistico delle Marche", dichiara Luigi Merli, vicepresidente del Distretto. "In alcuni casi, soprattutto a San Benedetto del Tronto e Porto d’Ascoli, le aziende hanno momentaneamente interrotto la produzione e stanno valutando come risistemare i gravissimi danni avuti. I danni ai vivai esterni sono ingenti e generalizzati, con particolare gravità lungo tutta la dorsale della Valtesino”.
Il Distretto Florovivaistico delle Marche, che ha nel polo storico di Grottammare il proprio principale punto di riferimento, riunisce circa 130 aziende e 500 addetti, con un fatturato aggregato superiore a 30 milioni di euro. Rapportato al valore complessivo della produzione florovivaistica regionale, pari a 43,4 milioni di euro nel 2023, il sistema distrettuale esprime una dimensione economica equivalente ad almeno il 69% del comparto marchigiano.
"Quanto accaduto lungo la costa picena non può essere considerato un episodio ordinario. In pochi minuti, la grandine ha messo in difficoltà imprese che hanno investito risorse importanti nelle proprie aziende e che oggi devono intervenire immediatamente per salvaguardare le coltivazioni ancora recuperabili – è il pensiero del Presidente Cia Marche Alessandro Taddei - Per un vivaista, infatti, una copertura danneggiata non rappresenta soltanto un bene materiale da riparare: significa perdere le condizioni necessarie per mantenere le piante, rispettare i programmi produttivi e far fronte agli impegni commerciali già assunti. Cia Marche suggerisce, come per le altre colture prostrate dalla grandinata, la rilevazione capillare affinché venga restituita alle istituzioni la reale dimensione dell'emergenza. È importante che ogni impresa conservi una documentazione completa, con fotografie, indicazione delle superfici interessate. Solo attraverso dati precisi sarà possibile sostenere con forza la richiesta di interventi adeguati. Alle istituzioni chiediamo risposte rapide e proporzionate, ma chiediamo anche un tavolo per individuare una strategia di lungo periodo, che aiuti le aziende agricole a rendere le strutture più resistenti e ad affrontare un quadro climatico profondamente cambiato”.
di Roberto Valeri
27/07/2026







