
Potrebbe essere peggio?

La scena, al Riviera delle Palme, dopo il triplice fischio finale del signor Mirabella di Napoli (vero "cuor di leone" nell'episodio del rigore che descriveremo) è da film dell'orrore perché, al di là delle bordate di fischi che la curva riserva alla Sambenedettese, sconfitta 1-2 dal Campobasso, c'è un tarlo che s'insinua della testa di ogni tifoso: "se si perde quando si gioca male e anche quando non si gioca male, potrebbe essere peggio?". E allora la mente va alla scena del film cult di Mel Brooks, Frankenstein Junior, e alla domanda che il "dottor Frankenstin" fa al suo assistente. La risposta proveremo a darla dopo l'analisi della cronaca.
La Samb migliore vista al Riviera
Per questa sfida fondamentale, mister Boscaglia deve fare a meno dello squalificato Camigliano e di Machin, convocato dalla Guinea Equatoriale per una gara di Coppa d'Africa contro la Sierra Leone. C'è dunque Kosijer dall'inizio nel trio difensivo con Zini e Gigli, Tourè è tra i cinque di centrocampo e in attacco con Sgarbi viene schierato Stabile. Il Campobasso risponde con un 4-2-3-1 di partenza, Bifulco punta supportato da Oliveira, Agazzi e dall'ex Stoppa. La partita non è brillante ma la Samb, con una fase difensiva finalmente ordinata, tiene a bada i molisani. Al 15° il primo tentativo, velleitario, è di Gigli, colpo di testa molto alto ma scelta giusta del tempo di stacco. Il Campobasso risponde al 19° con Agassi, Kaprikas è sicuro. Al 21° l'occasione buona ce l'ha Sgarbi, ma l'attaccante rossoblù colpisce male, pochi minuti dopo ci prova Stabile che, al 37° fa molto peggio perché, lanciato in contropiede, allarga troppo il piatto destro e manda fuori, con il portiere ospite Spurio che nulla avrebbe potuto fare. Al 39° Gigli deve uscire per infortunio, nella Samb entra Chelli al suo posto. Nel secondo dei cinque minuti di recupero del primo tempo, dopo che la Samb aveva collezionato sette corner, ne ottiene uno il Campobasso che, al primo tiro in porta, passa in vantaggio. Il cross è di Stoppa, la testa è di Papini, l'uscita a vuoto di Kaprikas, il tutto fa 0-1 per gli ospiti.
Due tiri, due gol. Loro.
Nella ripresa, una Samb generosa perviene al pareggio dopo sette minuti, con un capolavoro balistico di Marranzino, un collo esterno destro che fa prendere alla sfera un giro a rientrare che vanifica il tuffo di Spurio, 1-1. La lancetta fa due giri e i rossoblù di casa potrebbero passare addirittura in vantaggio, Tourè appoggia a Stabile che scivola e manda alle stelle. Al 24°, il Campobasso si produce nella sua seconda azione offensiva con annesso secondo gol. E' Agassi sulla destra a suggerire a Oliveira il quale, seppur marcato, riesce a servire al centro Stoppa che, solo soletto, beffa l'incolpevole Kaprikas, 1-2. Fioccano i cambi, al 33° la Samb sfiora il pari, il tiro di Sgarbi sibila vicino al palo di Spurio, anche perché deviato in extremis. Non poteva mancare (e infatti non manca) nemmeno l'ingiustizia finale. Siamo al terzo dei cinque minuti di recupero finali, Perrotta in area viene chiaramente trattenuto da Corbo, Mirabella di Napoli, novello Don Abbondio, non se la sente di fischiare il penalty nemmeno dopo averlo rivisto in tv. Al netto del possibile deficit di immagini, che in Lega Pro è abbastanza comune, il fischietto partenopeo era sulla direttrice giusta per vedere una trattenuta plateale come quella di Corbo ai danni di Perrotta anche da solo. Finisce qui e vince con merito il Campobasso, perché il cinismo è un merito nel calcio. Per la Samb, la domanda "potrebbe essere peggio?" ha una risposta sola: siccome mancano i risultati, senz'altro sì.
di Roberto Valeri
27/09/2026







