
Manita amichevole

Mettiamola così: se negli Anni Ottanta, le prime amichevoli si disputavano con squadre di bassissima categoria, quando non addirittura contro delle selezioni improvvisate, qualche ragione ci sarà pur stata. E a noi, per esempio, ne viene in mente almeno una: non è entusiasmante, per chi deve ancora fare l'abbonamento, vedere la propria squadra prendere una "manita" alla prima partita, seppur amichevole.
Le attenuanti sono molte.
La Samb è in quella fase in cui i carichi di lavoro salgono, si pensa molto a sistemare il fisico perché una compagine che deve mantenere la categoria ha bisogno di farsi trovare pronta subito a inizio torneo; i meccanismi di gioco, dunque, non sono minimamente memorizzati e, a volte, ci sono anche sorprese. Naturalmente, come detto prima, va anche considerato che l'Avellino è una squadra di categoria superiore.
Al netto di tutto, va anche sottolineato che tutto sommato, nel primo tempo la Sambenedettese ha tenuto testa alla formazione campana, pur se ha tirato una sola volta in porta in maniera pericolosa, con Marranzino. Nella ripresa, gli ospiti hanno fatto valere la propria qualità, approfittando anche di alcune sbavature difensive dei rossoblù. Però, è anche vero che a fronte di qualche fraseggio migliore dello scorso anno, il centrocampo non è stato brillante e, di conseguenza, agli attaccanti sono arrivati pochi palloni giocabili.
In cronaca, l'Avellino parte subito con grande intensità e, dopo appena due minuti, costringe Krapikas a mostrare i propri riflessi con una deviazione in calcio d’angolo. Al 21’ arriva il vantaggio irpino: Russo trova in area Fila, che con un preciso colpo di testa trafigge Krapikas. La reazione rossoblù è immediata. Tre minuti più tardi Candellori conduce una rapida azione offensiva e serve Marranzino, la cui conclusione incrociata dal limite sibila vicino al palo della porta difesa da Martinelli. Non vedremo altre azioni degne di nota nel primo tempo per i rossoblù.
Foto U.S. Sambenedettese
di Roberto Valeri
26/07/2026







