Cia Marche: “Bene lo stop al Mercosur, ora fermare la riforma Pac”

Ancona - Taddei: “Dall’Europa servono risposte concrete su risorse, equità e tutela del reddito agricolo”.

Il rinvio della firma dell’accordo Mercosur rappresenta un segnale importante e va nella direzione giusta. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori ItalianiCristiano Fini, che ribadisce come senza risposte concrete alle legittime preoccupazioni degli agricoltori – a partire dalla reciprocità delle regole e dalle necessarie tutele – non possa esserci alcuna intesa.

Secondo Fini, è stato decisivo il ruolo dell’Italia e della grande manifestazione pacifica e unitaria che ha portato a Bruxelles oltre 10 mila agricoltori, insieme a 40 organizzazioni aderenti al Copa-Cogeca, per difendere il futuro dell’agricoltura europea. L’attenzione, però, non deve calare sulla vera emergenza che ha spinto il mondo agricolo a mobilitarsi da mesi: la proposta di riforma della Politica agricola comune targata Ursula von der Leyen.

 
Si questo punto, insiste anche il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei: “Sebbene tutto sia pressoché invariato per il 2026, il problema è rimandato di un solo anno, quindi è necessaria una contrattazione che scongiuri la convergenza della PAC in un Fondo Unico.
Sul Mercosur, il Presidente Cia Marche afferma: “ Gli agricoltori marchigiani condividono pienamente questa battaglia. Il rinvio del Mercosur è un primo risultato, ma non basta. Senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio. La mobilitazione deve continuare finché l’Europa non darà risposte concrete”.

 
Il Mercosur, prosegue Alessandro Taddei, “una volta approvato favorirebbe una significativa riduzione dei dazi doganali e l’accesso al mercato europeo di quantità rilevanti di carne, riso, miele e altri prodotti agricoli provenienti dal Sud America. Si tratta di produzioni realizzate in contesti caratterizzati da costi più contenuti e da sistemi normativi che, in alcuni casi, presentano differenze rispetto agli standard ambientali, sanitari e di benessere animale vigenti nell’Unione europea. In questo quadro, per gli agricoltori europei e italiani l’accordo potrà esprimere pienamente il proprio potenziale positivo a condizione che le clausole di salvaguardia annunciate siano attuate in modo tempestivo e trasparente, garantendo un’adeguata tutela per i comparti più sensibili – come carni, zucchero e cereali – e assicurando condizioni di concorrenza equilibrate e coerenti con i principi europei in materia di sicurezza, ambiente e benessere animale”. 

di Roberto Valeri

09/01/2026

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