
Emanuele Santori torna su "La Freccia" con "Dove il silenzio PARLA"
San Benedetto Del Tronto - Un viaggio per immagini e parole da Arquata del Tronto a Castelluccio di Norcia, a dieci anni dal terremoto. È il terzo reportage firmato dal fotografo sambenedettese per la rivista di Ferrovie dello Stato.

A dieci anni dal terremoto che il 24 agosto 2016 sconvolse il Centro Italia, Emanuele Santori torna sulle pagine de "La Freccia" con un nuovo reportage dedicato ai luoghi feriti dal sisma e alla loro capacità di rinascere. "Dove il silenzio PARLA" è il titolo del servizio, firmato nei testi e nelle fotografie dal fotografo sambenedettese e pubblicato nel numero di agosto 2026 della rivista di Ferrovie dello Stato.
Un viaggio che prende le mosse da Arquata del Tronto e attraversa il cuore dei Sibillini, fino a Castelluccio di Norcia. Non soltanto un itinerario geografico, ma un percorso nella memoria di territori nei quali il terremoto ha lasciato segni ancora visibili e dove, accanto alle ferite, Santori cerca e racconta le tracce della ricostruzione e della vita che riprende il proprio cammino. Come recita il sommario del reportage, è "un'esperienza dal sapore mistico, tra paesaggi sospesi in cui le ferite del sisma si mescolano con i segni della rinascita".
Il racconto comincia ad Arquata del Tronto, dove la Rocca domina ancora il paesaggio e dove il terremoto ha modificato profondamente non soltanto l'aspetto dei luoghi, ma anche il rapporto tra l'uomo e il territorio. Da qui il viaggio prosegue attraverso le frazioni di Piedilama e Pretare, per salire verso Forca di Presta e raggiungere Pian Grande e Castelluccio. La montagna diventa protagonista: il vento, il silenzio, la luce e gli spazi dei Sibillini accompagnano un percorso nel quale la fotografia non si limita a documentare, ma cerca di restituire l'atmosfera e l'identità di questi luoghi.
"Dove il silenzio PARLA" segna il ritorno di Santori sulle pagine della rivista dopo i due reportage pubblicati nel 2023. Nel numero di settembre era apparso "Il Piceno a ritmo slow", viaggio attraverso il territorio piceno raccontato secondo i ritmi del turismo lento, mentre nel dicembre dello stesso anno "All'ombra dei Sibillini" aveva nuovamente portato sulla rivista nazionale paesaggi e suggestioni del territorio marchigiano.
Con il servizio di agosto 2026 diventano dunque tre i reportage firmati dal fotografo sambenedettese per "La Freccia", confermando un percorso autoriale nel quale fotografia e scrittura procedono insieme e nel quale il paesaggio non rappresenta semplicemente uno scenario, ma diventa strumento per raccontare le persone, la memoria e le trasformazioni di un territorio.
Nel nuovo lavoro questa impostazione assume un significato particolare. A dieci anni dal terremoto, Santori sceglie infatti di non costruire un racconto esclusivamente sulla distruzione, ma di cercare ciò che è accaduto dopo: i paesi che lentamente tornano a vivere, le attività che riprendono, il turismo e lo sport che riportano persone sulla montagna e una natura che continua a scandire il tempo indipendentemente dalle vicende umane.
È proprio qui che il titolo "Dove il silenzio PARLA" trova il suo significato più profondo: nel silenzio dei Sibillini convivono ancora la memoria di ciò che è accaduto e i segnali di ciò che sta tornando a essere. E sono le immagini, insieme alle parole, a dare voce a entrambi.
di Roberto Valeri
21/08/2026







