Luca Di Camillo: "Ai giovani non do consigli, dobbiamo imparare dagli errori"

Porto San Giorgio - Quinto incontro di "Un Mare di Scienza".

Una riflessione sul rapporto tra innovazione tecnologica, impresa e capitale umano ha caratterizzato il quinto appuntamento dell'edizione 2026 di "Un Mare di Scienza", promosso da Compagnia delle Opere Marche Sud, che si inserisce nella Strategia Territoriale Urbana “Soft Blue Fermano. Un Mare di attrattori per un waterfront comune”, cofinanziata dal PR FESR Marche 2021-2027, di cui il Comune di Fermo è Autorità Urbana capofila insieme ai Comuni dell’Area Urbana di Altidona, Campofilone, Pedaso, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. L’iniziativa accompagna il percorso di costruzione della destinazione “Costa dei Borghi – Riviera Fermana”, valorizzando, attraverso il linguaggio della divulgazione e del confronto pubblico, i temi della rigenerazione urbana e ambientale, della sostenibilità, dell’inclusione sociale, dell’innovazione e della qualità della vita.
Al "Cobanito" di Porto San Giorgio, il dialogo condotto dal presidente di CDO Marche Sud, Emanuele Frontoni, ha visto protagonisti Luca Di Camillo, Head of Frames Global Industrial Supply Chain di EssilorLuxottica e Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione dell'Università di Padova, offrendo due prospettive complementari su una delle grandi sfide del nostro tempo: come coniugare sviluppo tecnologico e crescita della persona.
Ad aprire l'incontro è stata Daniela Lucangeli, che ha proposto una riflessione sul valore del "noi" come fondamento dell'evoluzione umana. Richiamando i nuovi paradigmi della ricerca scientifica, ha evidenziato come la scienza stia progressivamente superando la visione della competizione per affermare quella della co-costruzione: "Oggi la scienza sta cambiando paradigma in tutto: non esiste evoluzione se non è co-costruttiva". Secondo la professoressa Lucangeli, la pandemia ha reso evidente ciò che le neuroscienze dimostrano da tempo: siamo organismi profondamente interconnessi e anche i nostri processi cognitivi ed emotivi si costruiscono nella relazione con gli altri. Da qui il richiamo all'empatia, alla solidarietà e alla responsabilità educativa, definendo la scuola "il più grande determinante della pandemia di guarigione" e indicando nella solidarietà "uno stato della mente" capace di rendere le persone più resilienti e di generare salute individuale e collettiva.
Dalla riflessione scientifica si è passati all'esperienza concreta dell'impresa globale con Luca Di Camillo, manager sangiorgese oggi ai vertici della supply chain mondiale di EssilorLuxottica. Ripercorrendo il proprio percorso personale e professionale, dalle esperienze giovanili a Porto San Giorgio fino agli incarichi ricoperti in Europa, Cina e Stati Uniti, Di Camillo ha sottolineato come il filo conduttore della sua crescita sia sempre stato il valore delle relazioni e del lavoro di squadra. "Il fare insieme agli altri è diventato la cosa che cerco fin da quando sono bambino", ha raccontato, ricordando come proprio la curiosità e la disponibilità a mettersi continuamente in gioco lo abbiano accompagnato nelle scelte più importanti della sua carriera.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della leadership. Per Di Camillo il leader non è colui che possiede tutte le risposte, ma chi riesce a creare le condizioni perché gli altri possano esprimere il meglio di sé. Richiamando l'esempio di Leonardo Del Vecchio, ha affermato: "Il leader non è chi dà tutte le risposte, ma chi è presente quando gli altri hanno bisogno di una guida. È soprattutto chi sa fare le domande". Una visione che richiama direttamente il concetto di comunità espresso da Lucangeli e che trova applicazione nella gestione di organizzazioni sempre più complesse e internazionali.
Non è mancato un approfondimento sull'intelligenza artificiale, affrontata senza timori ma con realismo. Per Di Camillo le nuove tecnologie rappresentano un'opportunità per liberare tempo e risorse da dedicare alle attività a maggior valore aggiunto, ma non potranno mai sostituire ciò che rende uniche le persone: "Quello che l'intelligenza artificiale non farà mai sarà creare relazioni. Non saprà sostituire la capacità di affrontare gli ostacoli, né potrà mai sostituire l'intelligenza emotiva". Una posizione che vede nell'innovazione uno strumento al servizio dell'uomo e non un suo sostituto.
Nel corso dell'incontro gli studenti del Liceo Scientifico "T.C. Onesti" di Fermo, guidati dalla professoressa Maria Rita Felici, hanno presentato il progetto protagonista della finale nazionale di CanSat Italia 2026. La studentessa Giulia Censi, insieme a Leonardo Talamonti, Leonardo Paoloni, Jacopo Ascenzi, Meriem Kaanane e Alessandro Pucci Sisti, ha descritto, mentre uno dei due droni volava grazie all’assistenza di Gianluca Ciarpella, due minisatelliti per la misurazione della velocità del suono e dell'assorbimento della radiazione solare in quota, ulteriore testimonianza di come formazione, ricerca e innovazione possano dialogare efficacemente con il mondo delle imprese.
L'iniziativa è stata realizzata con il contributo di INIM, Paideia e Skilla. 

di Roberto Valeri

05/08/2026

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