Biologico in Abruzzo, si può fare di più

San Benedetto Del Tronto - Il settore del biologico in Abruzzo conta complessivamente 133 aziende su tutto il territorio...

Il settore del biologico in Abruzzo conta complessivamente 133 aziende su tutto il territorio regionale e la fetta maggiore è rappresentata da aziende agricole e agriturismi con vendita diretta (68), seguiti da mense agriturismi biologici (40), mense scolastiche di tipo biologico (11), negozi di alimenti biologici (7) e ristoranti biologici (7). Questo quanto emerge da un'indagine della Camera di commercio di Milano su dati Biobank, Commissione Europea, IFOAM E FIBL, ISMEA e USDA Foreign Agricultural service elaborati, per la regione Abruzzo, dall'Agenzia giornalistica Dalla A alla V e riferiti all'anno 2007.
Il settore del biologico in Abruzzo, che si contraddistingue inoltre per un incremento nel numero di imprese pari al 27% circa dal 2004 al 2007, appare tuttavia privo di mercatini finalizzati alla commercializzazione di questi prodotti realizzati in perfetta armonia con la natura. Per quanto riguarda le mense, lo studio evidenzia invece che ogni giorno i pasti bio ammontano a circa 7.700 rappresentando una quota sul totale italiano pari a quasi l'1%.
Sono chiamati biologici, lo ricordiamo, tutti quei prodotti che escludono l’uso di sostanze come fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi e nel biologico, le procedure di coltivazione sono uguali a quelle di un’agricoltura rurale, come ad esempio l’arricchimento del terreno con fertilizzante naturale.
Più in generale il nostro Paese è il quinto al mondo per superfici biologiche (1,1 milioni di ettari), dopo Australia, Cina, Argentina e Stati Uniti, ed è terza per numero di imprese agricole biologiche (oltre 45.000). Molti i primati italiani: l’Italia è prima in Europa per numero di produttori (27% del totale europeo) e trasformatori biologici (22%) e per ettari dedicati alle coltivazioni di cereali (28,7%), verdure (37,4%), uve (46,9%), frumento (52,6%), olive (41%) e soprattutto agrumi (80%). E laddove non arriva la produzione italiana, intervengono le importazioni biologiche: riso dall’Asia, verdure dall’Africa, banane dal Sud America, legumi dal Nord America. Spendiamo in prodotti biologici circa 25 euro a testa all’anno, soprattutto per latte e derivati, verdure e alimenti per l’infanzia, pronti a pagare un prezzo maggiorato del 100% per condimenti, biscotti biologici e bevande alla frutta bio.


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di Vittorio Bellagamba

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