Il Decreto Sostegno non coglie nel segno

Roma - L’Associazione Nazionale Consulenti Tributari non ritiene sia stato raggiunto l’obiettivo di un sistema rinnovato e potenziato di sostegni.

Alla luce delle risorse stanziate nel Decreto Sostegno, l’A.N.CO.T – Associazione Nazionale Consulenti Tributari -  non ritiene raggiunto pienamente l’obiettivo di assicurare un sistema rinnovato e potenziato di sostegni, calibrato secondo la tempestività e l’intensità di protezione che ciascun soggetto richiede. Pertanto, confida che nel prossimo provvedimento, già preannunciato, si possa realmente “sostenere” il sistema produttivo italiano.
 
Pur apprezzando l’allargamento del provvedimento in oggetto a tutti i contribuenti, e quindi anche ai professionisti, non si può che sottolineare come per l’esercizio d’imposta 2020 si debba presumere che non vi sia più spazio proprio per quelle categorie che non sono state considerate nell’anno precedente e che solo per il 2021 si rivedono al centro delle misure di sostegno – afferma il Presidente Celestino Bottoni - Necessita un provvedimento che fotografi l’intero periodo della pandemia e dia un sostegno, un ristoro su tutto il periodo di crisi pandemica al netto dei contributi già ottenuti”.
 
Relativamente alle disposizioni relative ai contributi a fondo perduto, che al di là di quanto rappresentato nel Decreto si assestano da un minimo del 1,67% ad un massimo del 5% dell’intera perdita subita dalle imprese e dai lavoratori autonomi nell’anno 2020, vanno necessariamente adottate misure più semplici in termini di meccanismi operativi e più inclusive in termini di parametri di accesso, così come per l’archiviazione delle cartelle bisognerebbe avere più coraggio a favore di quei soggetti che nel 2020 hanno conseguito cali di fatturato particolarmente consistenti”.
 
Le imprese ed i professionisti sono oggi, non domani, in situazione di asfissia finanziaria, sostiene l’A.N.CO.T. Il rinvio continuo a successivi decreti per lo stanziamento di ulteriori risorse affossa ogni speranza certa per una ripartenza che stenta proprio perché non si avverte un segnale forte dalla politica. 

di Roberto Valeri

22/03/2021

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