SuperBonus, è importante la tutela legale

Fermo - Luca Corridoni, Studia Iuris: “si tratta di grandi opportunità che determinano grandi responsabilità”

Il SuperBonus 110% è uno strumento per la modernizzazione del patrimonio immobiliare italiano funzionale anche alla tutela dell’ambiente, in un Paese in cui il 72,9% dei cittadini ha una casa di proprietà: l’incentivo alle ristrutturazioni ed agli interventi edilizi, prorogato al 30 giugno 2022, consiste in una detrazione fiscale maggiorata del 110% delle spese sostenute per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus) riqualificazione sismica (SuperSismaBonus).
 
“Tuttavia – evidenzia l’avvocato Luca Corridoni dello studio legale Studia Iuris, con sede a Fermo, che ha al suo interno avvocati esperti in materia contrattuale – se da un lato si tratta di grandi opportunità di risparmio fiscale e miglioramento della qualità del patrimonio immobilaire privato italiano dall’altro si è generata  una serie di dubbi interpretativi ed applicativi che vanno chiariti e superati. Non a caso, una recente indagine di CNA Marche ha messo in evidenza come solo il 10% delle richieste d’informazioni per il Superbonus si sia poi trasformata in un preventivo. Il quadro, dunque, presenta numerose complessità che necessitano quindi anche di una mirata  consulenza legale”.
 
Ad esempio, per usufruire dei benefici fiscali è richiesta la conformità del bene, ferma restando una minima discordanza tra progetto e costruito  non superiore al 2%: dunque, è indispensabile uno studio di fattibilità tecnico-giuridica dell’immobile oggetto dell’efficientamento che, nel caso di interventi nei condomini, deve evidenziare anche in maniera inequivocabile l’esatta ripartizione delle proprietà.
 
Una delle più interessanti opportunità del SuperBonus è che, in alternativa al beneficio della detrazione fiscale, è consentita la cessione, integrale o parziale, del credito d’imposta in favore di un istituto bancario, di un’impresa di assicurazione oppure dell’impresa che realizza i lavori ottenendo uno “sconto in fattura” fino al 100%. Per evitare il rischio che il committente possa esser comunque chiamato a rispondere verso il cessionario del credito ceduto, è necessario che la cessione venga strutturata con determinate caratteristiche.
 
“In conclusione la procedura è piuttosto complessa e richiede una valida competenza tecnica e giuridica: in generale, quindi, prima di intraprendere tale percorso – prosegue l’avvocato Corridoni - il consiglio è quello di chiedere una mirata consulenza preventiva a professionisti competenti del settore. Infatti, è anche possibile che il proprietario debba accollarsi l’intera spesa dell’intervento se perde l’agevolazione, oppure che il tecnico asseveratore debba far fronte ad eventuali responsabilità per errori tecnici o che sia chiamata in causa anche l’impresa appaltatrice. Considerare il tema delle responsabilità in caso di perdita dell’incentivo porta a predisporre, con l’aiuto del proprio legale, una “efficace”  serie di clausole: ad esempio, dalla cessione del credito, utile a salvaguardare definitivamente gli interessi del committente scongiurandone quindi la responsabilità patrimoniale, all’inserimento di penali in capo all’appaltatore in caso di violazione dei tempi di esecuzione delle opere e perdita dell’incentivo. 

di Roberto Valeri

08/03/2021

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