Un vino marchigiano sempre più biologico grazie alle ricerca

- Le innovative tecniche in un convegno della CIA delle province di Ascoli, Fermo e Macerata e dalla Camera di Commercio delle Marche

 MORESCO (Fermo) – La CIA Agricoltori delle province di Fermo, Ascoli e Macerata d'intesa con la Camera di Commercio della Marche ha organizzato ieri un interessante convegno sul tema: “La nuova frontiera del Bio. Produrre per i consumatori senza l'utilizzo del rame”. Nell'agriturismo “La Meridiana” in contrada Forti a Moresco si sono confrontati sul tema rappresentanti delle istituzioni, delle aziende e della ricerca impegnato nella produzione biologica del vino. Coordinati da Massimo Sandroni direttore della Cia Agricoltori di Ascoli, Fermo e Macerata, la tavola rotonda è stata introdotta dagli interventi di: Ugo Marcelli presidente della CIA di Ascoli, Fermo e Maceratail quale ha sottolineato “l'importante ruolo svolto dalla ricerca in grado di coniugare le esigenze della produzione con le richieste dei consumatori che prediligono sempre più l'acquisto di prodotti bio”. Gianfelice Angelini sindaco di Moresco, Sara Tomassini presidente Marche Anabio ha aggiunto: “Utilizzare le innovazioni che provengono dalla ricerca permette di migliorare e potenziare la produzione bio”, Mirella Gattari presidente Cia Marche ha evidenziato “l'importanza della condivisione delle strategie tra i le organizzazioni dei produttori e le istituzioni regionali”. Gino Sabatini presidente Camera di Commercio delle Marche ha detto: “Intendo sottolineare l'importante funzione svolta dalla Cia per migliorare la produzione bio in agricoltura. Azioni che si tradurranno in un vantaggio competitivo per le aziende che saranno in grado di immettere sui mercati sempre più prodotti in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori in Italia ma soprattutto all'estero”. Danilo Coppa della Moncaro ha illustrato le innovazioni introdotte dalla ricerca nel settore vitivinicolo “finalizzate a evitare l'utilizzo del rame nella gestione delle viti. Grazie al progetto di ricerca denominato Vitinnova cercheremo di produrre uva con un residuo di rame pari allo zero o molto vicino allo zero per poi fare un vino senza solfiti. Per raggiungere questo scopo stiamo verificando l'opportunità di sostituire il rame con il chitosano ottenuto a partire dall'esoscheletro ovvero lo scheletro esterno dei crostacei, in particolare del granchio, dei gamberetti e dell'astice. Grazie a questa innovazione sarà possibile tutelare le piante dalle malattie e nel contempo di produrre un vino sempre più bio”. Giuseppe Camilli dell'Assam ha illustrato i risultati delle ricerche “utilizzando la risorsa genetica che è estremamente importante”. A conclusione del convegno il vice presidente della Regione Marche e assossepore all'agricoltura Mirco Carloni ha detto: “Dobbiamo recuperare la sapienza di chi lavora in agricoltura. Il “spaer fare” dei nostri agricoltori è un valore enorme che deve essere tutelato e difeso. Per raggiungere questo scopo occorre garantire agli agricoltori una sostenibilità economica fondamentale anche per consentire alle nuove generazioni di portare avanti le attività e garantire un futuro al nostro settore primario. In tale contesto un ruolo estremamente importante è nella diffusione delle colture e produzioni biologiche.

Un'agricoltura “giusta” - ha concluso il suo intervento il vice presidente della Regione Marche – costituisce la base per coniugare un vivere sano al rispetto dell'ambiente. Un mix che costituisce il tratto distintivo della qualità della vita nelle Marche che è un valori del quale possono beneficiare anche altri settori economici come ad esempio il turismo”.  

26/02/2021

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