Vendemmia, bella annata ma a molti la grandine ha distrutto gran parte delle viti

- Cia Agricoltori provinciale: «A causa del lockdown molte bottiglie sono rimaste invendute»

 ASCOLI - Nei prossimi giorni diversi agricoltori del territorio saranno alle prese con la vendemmia. Per molti si prevede una bella annata, grazie al clima mite dei mesi scorsi come afferma Daniele D'Ercoli delle Cantine d'Ercoli di Cossignano, associato alla Cia Agricoltori provinciale di Ascoli, Fermo e Macerata. «Il sole e le piogge sono state un toccasana per le viti».

Il problema è che molto cantine sono piene di bottiglie invendute a causa del lockdown. «Molti produttori hanno nelle loro cantine ancora molte scorte dovute alle restrizioni dei mesi scorsi. Quindi dove quest'anno ci sarà una produzione normale si registrerà una difficoltà nello stoccaggio. Per questo sono stati previsti degli aiuti, che variano in base ai quintali d'uva, sempre per quanto riguardo per lo stoccaggio in cantina. Proprio per dare una mano ai produttori che non sono riuscite a vendere gran parte del vino. Da qualche tempo abbiamo iniziato a fare la raccolta meccanica, avendo quasi 20 ettari di vigneto. Ho notato che se le uve vengono lavorate subito, quindi appena raccolte, la qualità non cambia. Dalla raccolta alla lavorazione deve trascorrere il meno tempo possibile».

Diversa la situazione per chi ha subito danni provocati dalla grandine caduta nello scorso mese di maggio perdendo gran parte del raccolto è quanto sottolinea la Cia Agricoltori provinciale. A riguardo Gabriele Vitali di Casale Vitali a Montelparo afferma: «La notte fra il 19 e il 20 maggio scorso nella fascia di terra da Montelparo, Monteleone e fino a quasi il maceratese, sono caduti circa 20, 30 centimetri di grandine, con chicchi di dimensioni pari ad un uovo di gallina. In queste zone non si raccoglie quasi nulla, gran parte delle piante e prodotti sono andati distrutti. Le viti hanno subito un stress talmente forte che per i prossimi anni non produrrà uva. Fortunatamente, avendo un'azienda dislocata, ho potuto salvare qualcosa. Certo la vendemmia per un terzo è andata persa, e nella parte restante sto subendo i danni provocati dai cinghiali. Anche qui siamo nel limbo, non sappiamo su quali aiuti poter contare».

di Luigina Pezzoli

01/09/2020

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