Polizia Penitenziaria

Marche, situazione sotto controllo ma al limite

Ancona - "Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria convochi subito i sindacati"

"Esprimiamo solidarietà nei confronti dei nostri colleghi del carcere di Santa Maria Capua Vetere e di altri istituti penitenziari dopo i recenti accadimenti (sono in corso delle inchieste giudiziarie a seguito delle rivolte avvenute nei mesi scorsi), dove è evidente una netta responsabilità dell'amministrazione che dovrebbe anzitutto tutelare la sicurezza dei detenuti e del proprio personale, non come purtroppo è accaduto con gli agenti di polizia penitenziaria lasciati soli a gestire la rivolta". E’ importante che la magistratura faccia chiarezza sui fatti e sulle responsabilità ma occorre che l'amministrazione dia una risposta immediata e convincente sull'organizzazione del lavoro e sulle modalità di vigilanza nelle carceri, a partire dalla tanto discussa "vigilanza dinamica". Nelle Marche, si registra una carenza del personale pari al 20% circa per un totale dei sei istituti, tutti alle prese con il problema del sovraffollamento dei detenuti: Pesaro, Fossombrone, Ancona Barcaglione, Ancona Montacuto, Fermo e Ascoli Piceno. Ad oggi, fa sapere Francesco Patruno, coordinatore regionale Polizia Penitenziaria Fp Cgil Marche, “nella regione la situazione all’interno delle carceri è sotto controllo nonostante episodi isolati di aggressione da parte di qualche facinoroso ma, visti i problemi di organico, potrebbero sorgere difficoltà gestionali nei prossimi mesi”. Inoltre, all’interno degli istituti, “c’è anche la carenza di dirigenti in settori strategici come la direzione ma all’appello mancano anche educatori. Carenze che provocano disagi alla già pesante situazione di polizia penitenziaria”. Non solo. In alcuni istituti, come a Pesaro, “viene segnalata la mancata collaborazione tra dirigenti e personale”. Per questo, aggiunge Patruno, “occorre che i vertici del DAP avviino subito un confronto con le organizzazioni sindacali così da portare a termine la discussione relativa alle gravi carenze di organico che tendono a generare l'utilizzo strutturale di lavoro straordinario, alla questione della sicurezza dell'ambiente di lavoro e all'incolumità per il personale ed i detenuti. Senza tutto ciò è costantemente messa in discussione la funzione rieducativa del nostro sistema penale”.

di Vittorio Bellagamba

19/06/2020

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