L’impatto del Covid 19 sulle imprese marchigiane

Fermo - E sui loro rapporti contrattuali

 Il blocco delle attività produttive da un lato e nel contempo le sempre più crescenti richieste di procrastinare i pagamenti stanno mettendo in serie difficoltà moltissime aziende  costrette, loro malgrado a gestire le conseguenze sull'economia della pandemia in atto. Il  DPCM Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del  22.03.2020  ha ristretto notevolmente il campo delle attività che restano operative sospendendo tutte le attività produttive, industriali e commerciali salvo quelle ritenute necessarie a garantire la fornitura di beni e servizi essenziali per fronteggiare l’epidemia: moltissime aziende-fornitrici hanno dunque  dovuto bloccare i processi produttivi e distributivi e oggi si trovano costrette a far fronte a tutte le conseguenti problematiche (merce bloccata in magazzino od ancora in fase di produzione che non potrà esser consegnata nei termini previsti con rischio di annullamento ordini e perdita del cliente). Il numero di inadempimenti contrattuali (specie quelli di fornitura) è dunque destinato a salire sia in ambito nazionale che internazionale.
L’Avv. Luca Corridoni dello studio legale STUDIA IURIS in Fermo, consulente legale di molte aziende del distretto industriale fermano-maceratese ha detto:

“In questi giorni siamo stati subissati dalle richieste di assistenza delle nostre aziende-clienti alcune delle quali trovatesi (nello spazio di due giorni) nell’impossibilità di dar corso agli ordini per effetto del blocco di tutte le attività produttive, industriali e commerciali non necessarie, altre nella necessità di affrontare e gestire una miriade di comunicazioni con le quali i loro clienti rappresentavano l’impossibilità di procedere ai previsti pagamenti”.

 Una situazione che sta causando una crisi di liquidità nelle aziende?

“La situazione di alcune aziende è caratterizzata da una grave ed improvvisa crisi di liquidità (generata dalla brusca interruzione di ogni domanda del mercato retail) alla quale stanno facendo seguito una serie infinita di richieste di interruzione/sospensione/proroghe dei previsti pagamenti alle aziende fornitrici”. Cosa possono fare concretamente le aziende?

“Gli studi legali devono naturalmente valutare caso per caso le vicende inerenti il singolo rapporto contrattuale, tuttavia al momento (e salvo ulteriori interventi legislativi) le aziende-fornitrici costrette a sospendere la produzione e la distribuzione dei prodotti dovranno comunicare tempestivamente ai clienti l’impossibilità sopravvenuta di adempiere nei termini concordati valutando caso per caso se tali eventi determinano la risoluzione del rapporto o una sua modifica (ad es. differimento dei termini di consegna) magari allegando, in caso di contratto internazionale, la specifica certificazione di causa maggiore che verrà rilasciata dalle Camere di Commercio attestante l’impossibilità di rispettare il contratto. Invece, le aziende-clienti che si trovino in crisi di liquidità dovranno comunicare tempestivamente ai fornitori le sopravvenute difficoltà finanziarie chiarendone le ragioni (blocco/riduzione degli incassi a causa della chiusura attività/riduzione afflusso clienti etc.. etc,) e chiedendo un differimento delle scadenze di pagamento. Nei nuovi rapporti di fornitura occorrerà introdurre nei singoli contratti una valida e ben ponderata clausola di forza maggiore. Al netto delle questioni legali, sul piano generale, mi permetto di aggiungere una mia personale valutazione: conosco e lavoro a fianco di molti imprenditori marchigiani, hanno una grande capacità di reazione e straordinarie abilità imprenditoriali, sono certo che sapranno superare anche questa grave ed improvvisa crisi per ripartire con più slancio di prima a beneficio di tutta la collettività e di tutto il territorio marchigiano”

di Cristina Mignini

02/04/2020

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