Un Premio per risvegliare la voglia di leggere. E valorizzare chi scrive.

Martinsicuro - Domenica 3 agosto, sesta edizione del Premio Internazionale Città di Martinsicuro.

Qualsiasi premio letterario deve scontrarsi, in Italia, con due grandi e dure realtà: la quantità di persone che si sentono scrittori e il numero sempre minore di lettori. A tal proposito basterà ricordare, per il triennio 2011-2013, i risultati di una ricerca della Nielsen i quali hanno certificato che, nel nostro Paese, abbiamo perso l'11% di lettori e il 15% di acquirenti di libri: in sintesi, due terzi della popolazione "over 14" non ne compra affatto.

In questo contesto generale, il fatto che il Premio Internazionale Città di Martinsicuro sia giunto alla sua sesta edizione (chiuderà il Martin Book Festival, domenica 3 agosto prossimo) è di per sé degno di nota: probabilmente, gli autori che partecipano percepiscono la passione che Valeria Di Felice, organizzatrice dell'evento, trasmette per la letteratura e per il desiderio di scoprire "penne" degne di essere valorizzate, meglio se in un territorio non particolarmente monitorato dalle grandi case editrici come quello tra Marche ed Abruzzo.

Quest'anno - ha dichiarato la dottoressa Di Felice, fondatrice dell'omonima casa editrice, che ha in catalogo ben otto differenti collane - le sezioni del premio sono cinque: poesia, narrativa, teatro, libro edito da casa editrice abruzzese e poesia in lingua straniera. Uno degli obiettivi del Premio, dal 2009, è quello di scoprire nuovi autori con i quali la nostra casa editrice vuole instaurare una reale collaborazione per pubblicare e pubblicizzare il libro premiato. L'altro traguardo è quello di valorizzare il territorio truentino attraverso due sezioni speciali del Premio, la prima dedicata al teatro e intitolata all'artista Mauro Crocetta e l'altra per i libri di poesia delle case editrici abruzzesi e marchigiane, denominata Truentum.

Il Premio, che ha visto in passato trionfare personaggi del calibro dello psicologo Raffaele Morelli, Sara Casotti e Pietro Corsi, è dichiaratamente un contributo che la dottoressa Di Felice e la sua casa editrice vogliono dare alla resistenza verso un mercato di suo ridotto (quanto a lettori) e per di più tendente a privilegiare titoli appetibili quasi esclusivamente sotto il profilo commerciale, a scapito della qualità.

Le opere che hanno partecipato all'edizione 2014 - ricorda l'organizzatrice del Premio - sono state 259. Quest'anno, la giuria è composta da Simone Gambacorta, critico letterario e giornalista, dallo scrittore Raffaele Morelli, dai poeti Fulvio Marconi e Ivana Tamoni, da Laura Gimminiani in qualità di consulente editoriale, dalla scrittrice Patrizia Di Donato, dalle professoresse Rosa Alba Sarcina e Annamaria Vitale, dall'attore Edoardo Ripani, dallo scrittore Pasquale Cucco, dall'archivista bibliotecaria Elisa Ippoliti.

I vincitori, quest'anno, sono 14 (2 abruzzesi) e questi sono i primi classificati: per la sezione poesia la veneziana Chiara Pinton ("A Pietro") nella narrativa "Il profumo dei nostri sorrisi" del torinese Maurizio Falasca, Antonio Giordano di Palermo per la sezione di poesia in lingua straniera ("L’amour de jadis").

I premi delle sezioni: Tutta colpa della libertà di Michele Barbera (Agrigento) per la sezione teatro "Mauro Crocetta" e Dal portico dell’angelo del teatino Vito Moretti nella sezione Truentum (edizioni "Tracce"). Premio Speciale "Laudato si’ o mi’ Signore" ad Armando Bettozzi (Roma) e Miglior poeta abruzzese ad Azzurra Marcozzi (Giulianova).

In Abruzzo ci sono tantissimi scrittori che, con una battuta, potremmo dire che "valgono la penna", il problema è la mancanza di un sistema di raccordo in grado di attivare quelle risorse che le grandi case editrici possono mettere in atto. L'editoria è una filiera, se questa filiera non c'è è difficile esportare anche delle ottime opere al di fuori dei propri confini territoriali: Valeria Di Felice ci lascia con questa, inoppugnabile, riflessione finale.

Il Premio Internazionale Città di Martinsicuro ed il Festival Martin Book, allora, diventano esempi di come si possa cercare, in maniera intelligente, di tener vivo il fermento culturale letterario che cova sotto le ceneri di una crescente disaffezione nei confronti della lettura e di una tendenza a promuovere titoli solo in base al potenziale di vendita.



di Roberto Valeri

24/07/2014

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