L'America, al tempo di Trump

Campofilone - Si è conclusa a Campofilone l’edizione 2026 di “Un Mare di Scienza” con l’intervento del giornalista Iacopo Luzi.

Il clima politico tra Stati Uniti e Italia, l’atteggiamento di Donald Trump nei confronti della stampa, ma anche una riflessione sul mondo dell’informazione con le sue “trappole” e il ruolo che l’Intelligenza Artificiale può avere nell’aiutarci a smascherarle o a crearle, in un contesto in cui l’Europa cerca di darsi una regolamentazione etica a differenza proprio degli States.
Si è chiusa a Campofilone, nella cornice dell'Agriturismo Mondomini, l’edizione 2026 di “Un mare di Scienza”, promossa da Compagnia delle Opere Marche Sud che si inserisce nella Strategia Territoriale Urbana “Soft Blue Fermano. Un Mare di attrattori per un waterfront comune”, cofinanziata dal PR FESR Marche 2021-2027, di cui il Comune di Fermo è Autorità Urbana capofila insieme ai Comuni dell’Area Urbana di Altidona, Campofilone, Pedaso, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. L’iniziativa accompagna il percorso di costruzione della destinazione “Costa dei Borghi – Riviera Fermana”, valorizzando, attraverso il linguaggio della divulgazione e del confronto pubblico, i temi della rigenerazione urbana e ambientale, della sostenibilità, dell’inclusione sociale, dell’innovazione e della qualità della vita.
Protagonista dell'incontro "Le parole contano: giornalismo, verità e cittadinanza nell'era della disinformazione" è stato Iacopo Luzi, giornalista fermano e corrispondente da Washington, intervistato da Simone Capriotti, responsabile Cdo Marche Sud di "Un Mare di Scienza", con la partecipazione del presidente di Cdo Marche Sud Emanuele Frontoni.
Un ritorno a casa, quello di Luzi, che ha rappresentato anche il punto di partenza del racconto. Dalla cronaca locale, come direttore di Radio Fermo Uno, agli Stati Uniti, passando per gli anni trascorsi a Voice of America e al lavoro di corrispondente da Washington per testate italiane: una vicenda professionale nata nel Fermano e cresciuta fino ad arrivare nel cuore della politica mondiale, “con radici sempre ben salde in Italia – precisa il giornalista Sky - un Paese dove se ne avessi la possibilità tornerei. Non a caso, vivo a Washington che condivide con la mia città, Fermo, un vantaggio invidiabile: in dieci minuti, posso attraversarla tutta”.
Il legame con il suo territorio, tra l’altro, è anche testimoniato dal fatto che Iacopo Luzi fa parte di "Fermo Ambassador", la rete di persone che vivono all'estero e contribuiscono a rappresentare e promuovere il Fermano.
Il dialogo a tre con Simone Capriotti ed Emanuele Frontoni ha messo a confronto, sotto molti punti di vista, Stati Uniti e Italia, due realtà differenti nel rapporto tra cittadini, istituzioni e mezzi di informazione. Un confronto che ha chiamato in causa la polarizzazione politica, la fiducia nei media e il valore della libertà di stampa, particolarmente radicato nella cultura statunitense attraverso il Primo Emendamento “che, nonostante tutto, continua ad avere un senso perché, per ora, dinanzi a determinate scelte presidenziali, c’è sempre un giudice che riconduca la vicenda nell’alveo della legalità”.
“I rapporti tra Stati Uniti e Italia sono complessi – prosegue Luzi – ma anche all’apice della crisi tra Donald Trump e Giorgia Meloni, dopo un paio di giorni si è tornati al business as usual. È altamente improbabile che si arrivi a una rottura totale dei rapporti, i quali dietro le quinte di una dialettica anche animata proseguono come sempre”.  Anche le relazioni di Donald Trump con la stampa non sono delle migliori, “perché il Presidente crede che la stragrande maggioranza di noi sia contro di lui e quindi, nella Sala Ovale, i giornalisti stranieri non sono più ammessi per far posto ai colleghi conservatori americani, rappresentanti dei cosiddetti “Maga Media”.
Parlando delle interrelazioni tra potere e opinione pubblica, che ingloba naturalmente i mezzi d’informazione, l’ospite ha rimarcato più volte la capacità di Trump di utilizzare notizie di secondaria importanza, a volte vero e proprio gossip, per distrarre i media dalle problematiche principali, una strategia che spesso utilizza strumenti di IA che ne potenziano gli effetti. Da qui, il dibattito è passato al differente approccio che ha l’Europa, la quale sta cercando di regolamentare l’uso dell’IA e di favorire la comprensione del grande pubblico in merito permettendo sempre più di identificare con certezza quando un contenuto è stato realizzato con l’Intelligenza Artificiale, perché la disinformazione non passa necessariamente attraverso una notizia completamente falsa: anche un'informazione vera, se privata del proprio contesto, può produrre una rappresentazione distorta della realtà. 
Proprio l'esperienza maturata seguendo da vicino la Casa Bianca e la politica americana ha offerto lo spunto per mettere a confronto anche i due diversi modi di “fare giornalismo”: “c’è senza dubbio una pratica del giornalismo americano che importerei in Italia, dove non abbiamo la stessa attenzione, a volte, per il controllo dell’attendibilità delle notizie. Negli Stati Uniti, una notizia è verificata quando almeno tre fonti la avvalorano. D’altro canto, se penso alla società americana, un italiano può non trovarsi a proprio agio perché non c’è quell’idea del fare rete tra le persone e prevale l’individualismo”.
Iacopo Luzi indirizza, in conclusione, anche un messaggio ai giovani, consuetudine di tutti gli ospiti di “Un mare di Scienza” 2026: “Prima di arrivare alla Casa Bianca, molte volte sono stato sconfitto. Dunque consiglio loro, ovviamente, di non scoraggiarsi ma soprattutto di avere un “piano B” e “C”, di avere alternative e non si tratta di accontentarsi, ma di avere più strategie per poter inseguire i propri sogni e andare avanti”.
L’evento di Campofilone ha concluso una stagione molto interessante e partecipata, dove più di mille  persone, nelle varie location, ha seguito un “Mare di Scienza”. Soddisfatto il presidente di Cdo Marche Sud Emanuele Frontoni: “Il nostro format punta a raccontare la scienza in maniera allargata e il giornalismo e la comunicazione sono scienza come la logistica, l’Intelligenza Artificiale, la geopolitica e l’abbiamo fatto attraverso tante storie interessanti, come quest’ultima che ci ha idealmente portato alle porte della Casa Bianca. Come Compagnia delle Opere, speriamo sempre che quanto più di mille persone hanno ascoltato quest’anno possa aver ispirato qualcuno nelle sue scelte quotidiane e future”.
“Siamo veramente felici - dichiara l’Assessore alle Politiche Comunitarie del Comune di Fermo, Annalisa Cerretani – e ringrazio la Segreteria della Costa dei Borghi e la Compagnia delle Opere Marche Sud per il grande lavoro svolto. Questa esperienza che abbiamo fortemente voluto è stata talmente positiva che è possibile pensare anche a un’edizione invernale del format. Concludere “Un Mare di Scienza” a Campofilone è stato emozionante, come sentire dalle parole di Iacopo Luzi che, quando è a Washington, il suo cuore batte per Fermo”.
L'iniziativa è realizzata con il contributo di INIM, Paideia e Skilla. 

di Roberto Valeri

10/09/2026

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