
“Fermo pesca, problema minore”
San Benedetto Del Tronto - Stretta tra la crisi del carburante e l'impossibilità di fare reddito, la marineria sambenedettese esprime con Pietro Ricci tutte le proprie perplessità.
Schiacciata tra il crescente costo del carburante e l’impossibilità di produrre con un margine di guadagno degno di tale nome, la marineria sambenedettese si appresta ad affrontare il fermo pesca imminente con molte perplessità e preoccupazioni per il futuro.
A rilanciare l'allarme è Pietro Ricci, armatore sambenedettese, che torna a denunciare le criticità di un sistema che, a suo giudizio, continua a non affrontare i problemi reali del comparto e che fa del fermo pesca “quasi un problema minore”, fermo restando che “la nostra proposta di un fermo pesca obbligatorio di 30 giorni consecutivi dal 15 agosto al 14 settembre e una riduzione dell’orario di pesca a 48 ore settimanali invece di 72 (obbligando le uscite solo a 2 giorni a settimana) per le successive 10 settimane avrebbe consentito la medesima riduzione dello sforzo di pesca di 50 giorni complessivi, come previsto dal fermo pesca attuale, ma avrebbe dato più valore al prezzo del pescato per unità di giornata e non avrebbe prolungato la durata totale dell’inattività dei pescatori, anche con una riduzione dei costi calibrata sulle uscite in mare”.
"Il fermo pesca - afferma Ricci - viene riproposto ogni anno con le stesse modalità, nel frattempo il costo del carburante continua a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese. Il rischio è che, terminato il fermo, molte imbarcazioni tornino in mare senza avere le condizioni economiche per lavorare con serenità. Non possiamo limitarci a subire un calendario deciso altrove senza accompagnarlo con misure concrete di sostegno."
Secondo Ricci, le proposte avanzate nei mesi scorsi dalla marineria sambenedettese, orientate verso forme di gestione più flessibili del fermo biologico, avrebbero consentito di coniugare meglio le esigenze di tutela della risorsa con quelle economiche delle imprese.
Accanto alla questione del fermo resta poi quella, ormai cronica, del caro carburante, che continua a rappresentare una delle principali voci di costo per le imprese della pesca. Per questo Ricci, sollecita “l’attivazione del bando regionale dedicato alle misure per la commercializzazione, promozione della pesca e a compensazioni straordinarie per il caro energia e le crisi internazionali”.
E la Regione Marche, accogliendo dunque anche le richieste della marineria sambenedettese e di PescAgri, ha approvato proprio ieri, venerdì 7 agosto, gli aiuti urgenti per imprese di pesca e acquacoltura colpite dall'aumento dei costi energetici per il conflitto Iraniano, tramite il FEAMPA 2021/2027.
Sulla recente vicenda del mancato finanziamento per la vasca di colmata al porto, “la marineria sambenedettese attende un incontro con il sindaco Mozzoni per capire quali potrebbero essere i piani alternativi di sviluppo del porto, dopo la definitiva impossibilità di utilizzare i precedenti finanziamenti”.
A sostegno della posizione espressa dalla marineria interviene anche Massimo Sandroni, direttore Cia Marche che ha organizzato la sede PescAgri. "Da tempo sosteniamo che il problema non è il principio del fermo biologico, ma il modo in cui viene applicato. Le imprese hanno bisogno di programmazione, strumenti economici e politiche che guardino alla competitività del settore. Oggi emerge con ancora maggiore evidenza ciò che PescAgri aveva denunciato nei mesi scorsi: senza interventi strutturali il comparto rischia di perdere ulteriormente redditività e occupazione. La marineria di San Benedetto del Tronto rappresenta una delle realtà più importanti dell'Adriatico e merita interventi tempestivi, non soltanto dichiarazioni di principio."
di Roberto Valeri
08/08/2026







