Sì alla ZES, Cia Marche esulta

Ancona - Il Presidente Taddei: "Le nostre preoccupazioni erano fondate, ringraziamo l'onorevole Carloni".

Cia-Agricoltori Italiani delle Marche accoglie con favore il chiarimento arrivato dall’Agenzia delle Entrate, che consente anche alle imprese agricole, della pesca e dell’itticoltura di Marche e Umbria di accedere al credito d’imposta previsto nell’ambito della ZES unica per gli investimenti a partire dal 1° gennaio 2026 e ringrazia l’onorevole Mirco Carloni della Lega per aver presentato un emendamento che, come si legge oggi in una nota a firma dello stesso Presidente della commissione Agricoltura alla Camera, “non è stato votato in Commissione Bilancio perché i ministeri competenti hanno deciso di correggere direttamente l’errore tecnico".

È un risultato significativo, che supera le criticità interpretative emerse nelle scorse settimane e che Cia Marche aveva denunciato con forza in più occasioni, chiedendo un intervento urgente per evitare una penalizzazione ingiustificata del territorio.

Già nei giorni scorsi, infatti, l’associazione aveva evidenziato come, a fronte dell’estensione formale della ZES unica anche alle Marche, “nei provvedimenti attuativi relativi al credito d’imposta per la produzione primaria agricola restavano riferimenti che sembravano circoscrivere l’agevolazione alle regioni del Mezzogiorno e all’Abruzzo”, con il rischio concreto di escludere le imprese marchigiane da uno strumento fondamentale per gli investimenti” .

Resta ora fondamentale garantire piena operatività alla misura, senza ulteriori incertezze: “Le aziende – prosegue Taddei – stanno programmando investimenti e hanno bisogno di regole chiare, tempi certi e procedure semplici. Il risultato raggiunto è importante, ma ora bisogna assicurare che sia pienamente accessibile e senza ostacoli burocratici”.

Cia Marche continuerà a monitorare l’attuazione della misura, ribadendo la necessità che strumenti strategici come la ZES unica siano realmente inclusivi e capaci di sostenere lo sviluppo anche delle regioni del Centro Italia.

“Le imprese agricole marchigiane – conclude Taddei – hanno dimostrato ancora una volta di non voler chiedere privilegi, ma semplicemente pari condizioni e pari opportunità. Su questo continueremo a vigilare”. 

di Roberto Valeri

09/04/2026

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