Carburanti: Cia Marche, allarme costi per le imprese agricole. Serve credito d’imposta sul gasolio.

Ancona - Cia Marche delusa dal recente Decreto Carburanti.

Aumentano i costi energetici e si aggrava la pressione anche sulle imprese agricole delle Marche, già messe alla prova da cambiamenti climatici, volatilità dei mercati e difficoltà nel riconoscimento del valore lungo la filiera. In questo contesto, il caro carburanti rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticità per la sostenibilità economica delle aziende del territorio.

I dati Istat sui consumi intermedi e sui prezzi di acquisto confermano la vulnerabilità del settore. Nel periodo 2010-2021 la spesa per “energia motrice” si è attestata mediamente a 3,2 miliardi di euro annui, mentre nei tre anni successivi, segnati dalle crisi geopolitiche ed energetiche, il costo è più che raddoppiato: oltre 6,3 miliardi nel 2022, 5,5 miliardi nel 2023 e 4,4 miliardi nel 2024. Complessivamente, tra il 2022 e il 2024, l’aggravio rispetto alla media del decennio precedente supera i 6,5 miliardi di euro.

È in questo scenario che si inserisce il Decreto Carburanti approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che prevede una riduzione temporanea delle accise ma non introduce misure specifiche per il comparto agricolo, a differenza di quanto previsto per autotrasporto e pesca.

«L’agricoltura marchigiana – dichiara il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei – è particolarmente esposta agli effetti delle crisi energetiche e internazionali. In una regione caratterizzata da un tessuto agricolo diffuso e da una forte presenza di piccole e medie imprese, l’aumento del costo del gasolio incide in modo diretto sulla continuità aziendale, perché ha portato a un’ulteriore impennata del prezzo del carburante e dei concimi, sui quali grava anche la difficoltà di reperimento. Il tutto ha aggravato la questione principale che assilla l’agricoltura: il reddito. Le nostre imprese producono sottocosto, il rischio di compromettere la produzione e causare la chiusura di molte imprese è concreta. Per questo chiediamo con urgenza l’introduzione di un credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi».

La proposta, ricorda Cia Marche, è già stata avanzata a livello nazionale attraverso un emendamento specifico nell’ambito della conversione del Dl Bollette, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera.

«È necessario – conclude Taddei – un intervento immediato, ma anche una visione di medio-lungo periodo che coinvolga l’Europa, a partire dal Consiglio Ue, per affrontare in modo strutturale il tema dei costi energetici, dei fertilizzanti e del sostegno al reddito degli agricoltori».
 

di Roberto Valeri

20/03/2026

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