Attività libere, lettera dell’A.N.CO.T. al Ministro Nordio

Roma - Nella missiva, il Presidente A.N.CO.T. Celestino Bottoni ricorda che “i diritti dei tributaristi sono acquisiti da almeno trent’anni e consacrati anche a livello europeo”.

L’Associazione Nazionale Consulenti Tributari ha inviato al Ministro della Giustizia, Onorevole Carlo Nordio, una lettera per precisare la propria posizione, in merito al dibattito avviato sulle “riserve del lavoro” da articoli recentemente pubblicati sulla stampa specializzata.

“In rappresentanza di tutti i tributaristi – ha dichiarato il Presidente A.N.CO.T. Celestino Bottoni – abbiamo pensato che fosse doveroso illustrare al Ministro della Giustizia Onorevole Nordio la nostra posizione su presunte riserve che non trovano riscontro con il dettato normativo e la relativa prassi, perché alcune istanze presentate da altre categorie vanno a ledere le libere professioni”.

L’intervento risolutore del Ministro della Giustizia è stato richiesto dall’A.N.CO.T. perché “il tributarista – si legge nella nota - è la figura professionale che opera nel settore dei tributi, in quello fiscale, amministrativo e aziendale, attraverso l’opera di redazione dei bilanci, di tenuta delle scritture contabili, della formazione delle dichiarazioni fiscali (redditi, Iva, Irap, Imu) con tutti gli adempimenti propedeutici e connessi, inclusi i rapporti per conto dei contribuenti con gli uffici della pubblica amministrazione. Tali attività sono da sempre riconosciute libere, e non riservate ad alcuna categoria professionale in via esclusiva”.

La lettera ripercorre le tappe fondamentali che hanno sancito, a livello normativo, l’esistenza di queste attività libere, a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale del 27 dicembre 1996 n. 418 fino alla sentenza della Corte di Cassazione n. 14085 del 2010.

“Come sottolineato nella missiva inviata al Ministro della Giustizia – conclude il Presidente Celestino Bottoni – abbiamo però voluto chiedere un suo intervento perché, negli ultimi mesi, stiamo assistendo a un tentativo di riforma delle professioni tecnico-contabili che, in qualche modo, cerca di rimettere in discussione profili oramai sottratti a qualsivoglia possibilità di modifica, a meno di non voler contraddire i più elementari principi di concorrenza, imparzialità e affidamento che connotano il nostro ordinamento. Purtroppo, dobbiamo tornare a parlare di quelle attività libere che dovrebbero ormai essere date per scontate”.

L’A.N.CO.T. come di consueto ha dato la propria disponibilità, in qualità di associazione rappresentativa a livello nazionale dei tributaristi e iscritta al Ministero dell’Impresa e del Made in Italy ai sensi della legge n. 4 del 2013, “a prendere parte in tutte le sedi, alle discussioni attinenti alla professione dei nostri associati, al fine di tutelare i diritti acquisiti da oltre trenta anni e consacrati anche a livello dell’Unione Europea”.
 

di Roberto Valeri

12/06/2024

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