“Estro”, voce ai giovani

Macerata - Presentate quattro idee di business dopo la prima sessione formativa del progetto.

Presso la sede del MATT – Coworking Macerata, in via Francesco Panfilo, si è svolto il primo “pitch day” di Estro, progetto pilota, di carattere sperimentale, rivolto a giovani disoccupati, aspiranti imprenditori e start-uppers, tra il 18 e i 35 anni non compiuti, residenti nella Regione Marche.

Estro, il cui acronimo è formato dalle iniziali dei vocaboli Economia Sostenibile, Tecnologia, Resilienza e Opportunità, ha quale obiettivo quello di attivare le leve del business e della creatività e favorire la crescita di mindset imprenditoriali. I partners del progetto, finanziato dalla Regione Marche, sono l’Università degli Studi di Macerata, il Cluster of Innovation MICH di Terni, le aziende Digital Smart e Start App, con la collaborazione della Compagnia delle Opere Marche Sud.

Dopo il termine della prima sessione formativa, denominata “EstroLab”, quattro team hanno presentato altrettante idee di business, illustrando la propria start up alla platea dei presenti.

“Come previsto nel nostro programma – ha dichiarato Massimiliano Di Paolo, Direttore della Compagnia delle Opere Marche Sud - abbiamo supportato lo sviluppo e la nascita di nuove startup e, per questo motivo, abbiamo anche aderito al progetto Estro e lo e sosteniamo: oggi abbiamo assistito alla presentazione di quattro nuove ipotesi di startup, però il progetto prosegue anche nel 2023”.

La sessione è stata preceduta dai saluti istituzionali della professoressa Fiorella de Ciocchis, dell’Università degli Studi di Macerata, la quale rivolta ai ragazzi ha dichiarato: “Traspare chiaramente, già nei vostri occhi, l’energia che emanate. Il progetto Estro è veramente un’eccellenza e che lascia un segno nella collettività, non soltanto per i risultati, ma perché lascia un entusiasmo nelle persone, non solo negli studenti ma anche nei professionisti che hanno deciso di mettere a disposizione la propria esperienza per creare valore”.

Subito dopo Carlo Ottone, Direttore Generale dell'incubatore per start up di Terni MICH, ha aggiunto: “Questo progetto sperimentale, complesso, che la Regione Marche ha voluto finanziare permette di fare formazione e specializzazione. Estro mette insieme professionalità, startup, pubblico e privato, come incubatore cerchiamo di aiutare le startup, per cinque anni, a sviluppare l’idea con un equilibrio che tiene in considerazione molte variabili, tutte importanti”.

Valerio Placidi coordinatore del progetto Estro e responsabile per la Cdo Marche Sud dello sviluppo Start up, dopo aver sottolineato l’importanza dell’investimento, da parte della Regione, su progetti che possono portare allo sviluppo di nuove aziende, ha introdotto le quattro start up, che per la prima volta mettevano alla prova la propria idea davanti ad una platea di esperti.

La start up “Ehi Team”, composta da Cristina Pancotto, Giuseppe Macchiagodena e Sara Jalil, ha presentato
JobsEtto, “l’App per lavori a misura di studente”, la quale punta a mettere in contatto il mondo del lavoro con quegli studenti che vogliono dare valore al proprio tempo libero, svolgendo un lavoro o un’attività di volontariato.

Dal lavoro alla formazione, la start up “Fia”, creata da Hristina Ganeva, Piergiorgio Menghini e Giulia Perozzi, ha presentato Learn Snack, progetto che vuole rivoluzionare, anche con l’ausilio di una piattaforma, il settore dell’education offrendo corsi di formazione professionale, di crescita personale e di sicurezza, per accompagnare i giovani verso la stabilità economica ma, anche riqualificare gli “over 40”. La startup propone di fare tutto questo utilizzando una modalità di pagamento dei corsi molto usata all’estero, molto meno in Italia, denominata ISA (Income Share Agreement): in pratica, si può frequentare pagando poi una piccola percentuale del proprio reddito futuro, una volta trovato lavoro.

Uni-Stay è la startup di Jonathan Petrelli, Denis Muco e Davis Agostini che propone il progetto omonimo, “un nuovo mondo dell’alloggio online”: un’App che potrebbe ridurre i problemi di studenti e locatori, grazie ad alcune funzionalità innovative come l’aggiornamento dell’annuncio in tempo reale, una lista di attesa, la certificazione dell’alloggio e la sicurezza, per gli studenti, di non dover pagare le riparazioni qualora i danni non siano causati da loro.

Infine, la startup Stella Polare, formata da Alessio Giampaoli, Martina Quaglia, Tommaso Santilli e Carlo Torregrossa ha pensato ad un sistema per il supporto a persone con difficoltà: arte e tecnologia per l’inclusione, un tema che, hanno sottolineato i giovani relatori, è compreso nel PNRR e va incontro a problematiche correlate al trend d’invecchiamento della popolazione italiana.

Il progetto Estro, dopo la conclusione della prima fase, proseguirà con delle sessioni di specializzazione, l’anno prossimo.
 

di Roberto Valeri

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