Abruzzo, la crisi morde ma l'imprenditorialità resiste

San Benedetto Del Tronto - Malgrado i tempi di crisi, negli abruzzesi non si arresta la voglia di fare...

Malgrado i tempi di crisi, negli abruzzesi non si arresta la voglia di fare impresa. Nel corso del 2009, infatti, a fronte delle 9.045 cessazioni sono avvenute 9.883 iscrizioni facendo registrare un saldo di 838 unità che in termini percentuali equivale a +0,56%. Una crescita lieve, dunque, ma costante e positiva soprattutto se considerata nel contesto della sfavorevole congiuntura economica del momento. Questi i dati di sintesi più significativi diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese ed elaborati per l'Abruzzo dall'agenzia giornalistica Dalla A alla V. Dall'analisi, tuttavia emerge un quadro chiaramente negativo per le imprese artigiane che segnano una flessione pari a -0,37% a fronte delle 2.771 iscrizioni e 2.905 cessazioni che fanno registrare un saldo pari a -134. Il dato è particolarmente sconfortante soprattutto se messo a confronto con il tasso di crescita registrato nel 2008, quando era pari a +0,22%. Disaggregando a livello provinciale il dato relativo alla nati-mortalità delle imprese nel 2009 si evince che è L'Aquila la provincia che fa registrare la crescita più elevata con un saldo di 427 imprese (+1,4%), seguita da Pescara con 249 (+0,70%), Teramo con 139 (+0,39%) e Chieti con 23 (+0,05%) Più in generale, a livello nazionale il 2009 si è chiuso con un bilancio a due facce per il sistema delle imprese. Il segno “più” resiste, infatti, davanti al dato del saldo complessivo di 17.385 imprese (pari ad un tasso di crescita dello 0,28%, il più modesto dal 2003), come risultato della differenza tra le imprese nate nei passati dodici mesi (385.512 unità) e quelle cessate nello stesso periodo (368.127). Dietro al saldo generale, tuttavia, si muovono le diverse anime dell’imprenditoria italiana: da un lato, continua la dinamica positiva delle società di capitali, aumentate di 45mila unità; dall’altro, la crisi sembra acuire le difficoltà delle imprese più piccole, soprattutto quelle di tipo individuale, che l’anno scorso sono complessivamente diminuite di 30mila unità, più della metà delle quali artigiane. Per visualizzare la tabella cliccare su “download”

di Vittorio Bellagamba

12/03/2010

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