Incrementa il numero di mancate promesse di pagamento nelle Marche

San Benedetto Del Tronto - I marchigiani non sono molto ligi al rispetto delle date di scadenza dei propri...

I marchigiani non sono molto ligi al rispetto delle date di scadenza dei propri pagamenti. Cresce, infatti, nella nostra regione il numero di protesti. Se nel primo trimestre del 2008 gli impegni non onerati tra assegni, cambiali e tratte superavano i 44milioni di euro nello stesso periodo di quest’anno superano il tetto dei 53milioni di euro. La somma degli effetti protestati aumenta oltre che negli importi (+21,2%) anche nel numero che passa dalle 16.649 unità alle 18.606 unità con un incremento dell’11,8%.
Al primo semestre del 2009 risulta Ascoli Piceno, prima in classifica regionale per importo del totale degli effetti protestati (14.682.919 euro), seguono Ancona (14.272.814 euro), Pesaro Urbino (13.257.279 euro), Macerata (10.527.595 euro) e Fermo (820.604 euro). La provincia di Ascoli Piceno detiene il primato anche per importo delle cambiali protestate (8.423.127 euro) seguita da Ancona (8.093.276), Macerata (6.923.954 euro), Pesaro Urbino (6.589.891 euro) e Fermo (331.119). Al contempo considerando gli importi degli assegni protestati risulta essere Pesaro Urbino prima in classifica (6.606.436 euro), seguono Ascoli Piceno 6.120.344 euro), Ancona (5.878.505 euro), Macerata (3.585.723 euro) e Fermo (489.226).
Questi, in sintesi, gli elementi più significativi che emergono dall’analisi condotta da Unioncamere sull’andamento dei protesti nel corso del primo semestre del 2009, i cui dati per le Marche sono stati elaborati dall’agenzia giornalistica Dalla A alla V.

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Nei primi sei mesi del 2009 gli italiani sono risultati più insolventi e per cifre più consistenti rispetto al recente passato. Assegni, cambiali e tratte non onorate sono aumentate sia nel numero (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro.
Alla forte riduzione nel numero degli assegni scoperti (-11,1% nel semestre) ha corrisposto un aumento praticamente uguale nel valore medio (+10,8%), con la conseguenza che il monte complessivo degli assegni a vuoto è diminuita del solo 1,5% (quasi 1,3 miliardi il totale). Indicatori tutti con il segno “+” per le cambiali a vuoto, cresciute sia nel numero (+15,1%), sia nel valore medio (+20,4%), con il risultato che i “pagherò” rimasti sulla carta hanno registrato una crescita del 38,7% rispetto ai primi sei mesi del 2008, per un controvalore totale vicino al miliardo di euro (951 milioni, contro i 686 dello scorso anno). Infine, in aumento anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate tra gennaio e giugno è cresciuto del 25,9% mentre il loro importo totale è aumentato del 28.

di Vittorio Bellagamba

04/09/2009

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