Parità e AI, il rischio invisibile

Porto San Giorgio - Il filosofo Lorenzo Gasparrini all’incontro Cdo Marche Sud: 'Può replicare e rafforzare gli stereotipi di genere'"

L'Intelligenza Artificiale non è “neutra” e rischia di amplificare stereotipi e disuguaglianze già presenti nella società. È questo il messaggio più forte emerso dall'incontro pubblico “Parità e AI: non è un manifesto, è un asset”, che si è svolto venerdì 29 maggio nella Sala Castellani di Porto San Giorgio, con il patrocinio del Comune di Porto San Giorgio, della Commissione Pari Opportunità e dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Fermo. L’incontro è stato moderato dal vicepresidente Cdo Marche Sud, Gianluca Maurizi.

Dopo i saluti del Sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini e dell’assessora Carlotta Lanciotti, sono intervenuti Emanuele Frontoni (in video) professore ordinario di Informatica dell'Università di Macerata e presidente di Cdo Marche Sud,  Michele Fioretti, vicepresidente del Cpo di Porto San Giorgio, Lucia Migliorelli, ricercatrice Tenure Track dell'Università di Teramo e del VRAI Lab, e Alessandra Cognigni, consigliera di Parità della Provincia di Fermo. Particolarmente significative anche le testimonianze aziendali di Nicola Pieroni, Hr manager di Lardini Spa, Marco Coppari, responsabile del Sistema di Gestione Integrato di Balducci Spa e Francesco Pennacchioni di Adriabroker.

Le conclusioni sono state affidate al filosofo e formatore Lorenzo Gasparrini, che ha posto l'attenzione sui rischi culturali legati allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale. Secondo Gasparrini, gli algoritmi possono infatti replicare e rafforzare discriminazioni già presenti nella società, poiché vengono addestrati su grandi quantità di dati che riflettono inevitabilmente pregiudizi, stereotipi e squilibri esistenti.

“Rischiamo di avere strumenti molto potenti ed efficaci, ma incapaci di cogliere alcuni aspetti fondamentali legati al genere”, ha spiegato. “Abbiamo già visto diversi motori di Intelligenza Artificiale riprodurre stereotipi di genere molto noti. Per questo è necessario sviluppare strumenti capaci di mettere in evidenza questi problemi”.

Per il filosofo, il nodo centrale non riguarda soltanto la tecnologia ma soprattutto la qualità dei dati e la consapevolezza di chi utilizza questi strumenti. «Dobbiamo interrogarci seriamente sulle basi di dati che utilizziamo e sul modo in cui formuliamo le richieste ai sistemi di AI. Se il problema è già presente nei dati in ingresso, diventa molto più difficile eliminarlo successivamente".

Gasparrini ha inoltre evidenziato come l'attenzione alla parità di genere rappresenti una chiave di lettura utile per comprendere fenomeni culturali che coinvolgono l'intera società e non esclusivamente le donne. “Quando non si adotta uno sguardo orientato al genere sfuggono non soltanto i problemi che riguardano il genere femminile, ma anche quelli tipici del genere maschile. Molte dinamiche vengono trattate come limiti individuali, mentre spesso hanno una radice culturale più profonda”. 

di Roberto Valeri

01/06/2026

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