
Focus sulla marineria sambenedettese
San Benedetto Del Tronto - PescAgri ha organizzato al Museo del Mare il convegno pubblico “Quale futuro della pesca per San Benedetto”.

Il ruolo svolto dalla marineria sambenedettese in ambito nazionale è estremamente rilevante per tutto il comparto: questo è emerso durante il convegno pubblico “Quale futuro della pesca per San Benedetto” che si è svolto, sabato 16 maggio, al Museo del Mare, alla presenza dei tre candidati sindaci Maria Elisa D’Andrea, Nicola Mozzoni e Giorgio Fede.
Il convegno, moderato dal giornalista QN-Economia Vittorio Bellagamba, è stato aperto da Marilena Fusco, Direttrice Nazionale PescAgri Cia, che ha descritto l’associazione: “PescAgri - ha detto la direttrice - è l'Associazione Pescatori Italiani promossa dalla Cia-Agricoltori Italiani per tutelare, sviluppare e valorizzare la pesca professionale, l'acquacoltura, la pesca sportiva e l'ittiturismo. Nata per dare voce al settore, si occupa di valorizzare le imprese locali e promuovere la sostenibilità, rappresentando gran parte delle aziende di acquacoltura. Sono felice di essere tornata a San Benedetto, dove ero già stata lo scorso 7 aprile per parlare con i pescatori”.
Nel suo video intervento, l’Assessore Regionale alla Pesca Marittima Enrico Rossi ha detto: “Si tratta di un settore dai numeri economici rilevanti: oltre 160 milioni di euro di valore, 780 imbarcazioni, 1.500 addetti diretti e circa 2.500 addetti indiretti legati all’indotto. Dati che restituiscono chiaramente quanto questo settore sia non solo identitario e tradizionale, ma anche strategico per la nostra regione. Negli ultimi anni il comparto ha saputo affrontare le sfide più attuali, non soltanto dimostrando la capacità di portare sul mercato un prodotto di altissima qualità, ma anche innovando la propria filiera, con una sensibilità particolare verso la tutela e la cura degli ecosistemi marini e acquatici in generale. Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che questi ambienti rappresentano la culla e l’habitat naturale di questo straordinario prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori. In questo contesto, il comparto ittico della zona di San Benedetto del Tronto rappresenta un pilastro fondamentale del sistema Marche. È una realtà alla quale teniamo molto e che, come Regione Marche, continueremo a sostenere, anche attraverso strumenti di carattere finanziario che potremo mettere in campo. Lo ribadisco ancora una volta: per la Regione Marche la pesca non è soltanto tradizione e identità, ma rappresenta anche un settore economico strategico, che va tutelato e sostenuto”.
Nel suo intervento, il Presidente Regionale Cia Marche, Alessandro Taddei, ha sottolineato l’importanza dell’unità per poter raggiungere obiettivi concreti, sottolineando come agricoltura e pesca soffrano di problemi simili. Sulla stessa linea è l’armatore Pietro Ricci: “Stiamo vivendo la fase del caro gasolio che ci sta mettendo in difficoltà, non c’è il decreto di attuazione nemmeno per i crediti d’imposta. Cerchiamo soluzioni che, ad oggi, sono quasi inutili. Il guadagno di un peschereccio viene letteralmente consumato dal costo del gasolio, un aumento del 130%. Sulla filiera, anche le casse di polistirolo sono aumentate. L’Italia è la cenerentola d’Europa per erogazione dei fondi e le nostre imprese vengono messe in difficoltà da sanzioni spropositate. Abbiamo chiesto una riforma specifica del fermo pesca, rientrando al lavoro in maniera graduale. La nostra proposta riguarda solo le zone GSA 17 e GSA 18 nei compartimenti da San Benedetto del Tronto a Bari. Questa soluzione consentirebbe la medesima riduzione dellosforzo di pesca di 50 giorni complessivi, come previsto dal fermo pesca attuale, ma darebbe più valore al prezzo del pescato per unità di giornata e non
prolungherebbe la durata totale dell’inattività dei pescatori, anche con una riduzione dei costi calibrata sulle uscite in mare. La soluzione ideata dalla marineria sambenedettese è quella di un fermo pesca obbligatorio di 30 giorni consecutivi dal 15 agosto al 14 settembre e una riduzione dell’orario di pesca a 48 ore settimanali invece di 72 (obbligando le uscite solo a 2 giorni a settimana) per le successive 10 settimane”.
Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Univpm, ha ricordato l’importanza della valorizzazione del pescato: “Nella nostra sede di San Benedetto del Tronto, dal 2024, è nato il corso universitario triennale sul management per la valorizzazione delle imprese e delle risorse ittiche. Un corso multidisciplinare che è stato particolarmente apprezzato anche dal Commissario Europeo per la Pesca quando è venuto a San Benedetto. L’innovatività del corso sta nell’aver unito elementi della pesca con discipline legate al management e alla biologia marina. È un corso misto, anche online, partito grazie agli investimenti del Masaf, abbiamo per la seconda edizione già quaranta iscritti, c’è una forte integrazione con il mondo della pesca che deve crescere. Il tema delle competenze è cruciale, dobbiamo pensare alla pesca non solo in termini quantitativi, ma anche di valorizzazione”.
Le conclusioni sono state affidate al Presidente Nazionale di PescAgri, Erri Faccini: “San Benedetto del Tronto è una città importante per la pesca nell’Adriatico e nel Mediterraneo. PescAgri è presente per dimostrare la propria vicinanza ai pescatori e per identificare San Benedetto del Tronto come un luogo di riferimento per lo sviluppo delle strategie future della nostra associazione. Il comparto va aiutato. I dragaggi dei porti sono fondamentali, pensare a una politica di rottamazione delle barche quando non soddisfiamo il 20% della domanda è sbagliato. Da statuto, PescAgri ha l’obbligo di promuovere il prodotto, vogliamo inventare meccanismi nuovi per portare il pesce in un Paese, l’Italia, che è uno dei più grossi consumatori europei. Dobbiamo anche diffondere una cultura legata al mondo della pesca, le nuove generazioni devono conoscerlo. Il mio incoraggiamento alla marineria sambenedettese, che deve sapere che PescAgri sarà al suo fianco con tutta una serie di servizi e assistenza, anche attraverso l’azione con le istituzioni per far conoscere le istanze dei pescatori di San Benedetto del Tronto”.
di Roberto Valeri
16/05/2026







