La Samb entra in zona play-out

Alessandria - Juventus Next Gen-Sambenedettese 4-2: i rossoblù rischiano l'imbarcata nel primo tempo, poi reagiscono e salvano almeno l'onore.

Il cambio del tecnico, da parte della società del Riviera delle Palme, è arrivato tardi. Francamente, erano le gare con Gubbio, Carpi e Perugia quelle da vincere, non si poteva pretendere che Mancinelli espugnasse il Moccagatta e così la Juventus Next Gen vince (4-2) con lo stesso punteggio con cui venne sconfitta dalla Samb all'andata: un risultato che è quasi la certificazione di come sia passato (calcisticamente parlando) un secolo da quella compagine quarta in classifica a questa che è di fatto quart'ultima. Il Bra, pareggiando a Guidonia, l'ha scavalcata e il Perugia, vincendo con la Pianese, potrebbe fare altrettanto. Lo scontro di domenica con la Torres a questo punto si preannuncia drammatico.

Bene l'inizio, poi solo la Juve
La Sambenedettese di Mancinelli, al cospetto della quarta forza del campionato, si rimette a...quattro in difesa con Zini, Dalmazzi, Lepri e Tosi; Candellori, Tourè e Piccoli si schierano al centro mentre Marranzino, Stoppa ed Eusepi sono in attacco. Vale la pena di fare una riflessione soprattutto sulla difesa, che nel primo tempo è stata a tratti inguardabile. Non è semplice passare da uno schema a tre a uno schema a quattro: è vero che quest'ultima dovrebbe essere più stabile, perché in ampiezza copre meglio dell'altra, la quale deve affidarsi a uno dei "quinti" che scala (in un 3-5-2) ma è altrettanto vero che la copertura centrale è peggiore. Passare da "braccetto" in una difesa a tre a terzino di una a quattro, quando si viene attaccati, il centrale dei tre resta dietro e copre mentre gli altri due aggrediscono, nella difesa a quattro i centrali restano in mezzo e i terzini di solito stanno larghi. E questo si è visto in almeno due dei quattro gol presi da Orsini.

Passando alla cronaca, paradossalmente la Samb inizia meglio ed Eusepi al terzo minuto si fa ipnotizzare da Magnapoco e sul corner seguente il colpo di testa di Dalmazzi manca di poco il bersaglio. Purtroppo, è un fuoco di paglia, perché la Samb smette letteralmente di giocare e la Juventus inizia a colpire cinicamente: alla fine della prima frazione di gioco, avrà fatto quattro gol in sei tiri, con una rete annullata, praticamente quasi il 100% di resa. Al 12°, arriva il primo assist di Guerra per Cerri che è solo, appunto, in mezzo ai due centrali rossoblù e di piatto mette in rete, 1-0. Micidiale arriva il raddoppio tre minuti dopo, sempre Guerra per l'assiste e Gunduz in scivolata spiazza Orsini, 2-0. Al 30°, brutto errore di Dalmazzi che in area rinvia davvero corto, troppo facile per Guerra, 3-0. Gunduz al 42° ricambia l'assist a Guerra, doppietta per lui e 4-0. La Juventus arriva alla cinquina subito dopo un tiro insidioso di Guerra che Orsini devia in angolo: dal corner arriva la "manita" di Cerri, ma l'arbitro vede un fallo in attacco su Zini, in una zona diversa dell'area di rigore. Dall'umiliazione più totale, si passa alla rete della bandiera in meno di un minuto, quando Zini approfitta di un calcio d'angolo e la tocca in rete, 4-1.

Resta solo l'orgoglio
Nella ripresa, Lulli sostituisce subito Tourè e Lepri sfiora la rete su angolo di Stoppa. Dopo un quarto d'ora, Mancinelli prova a dare una scossa cambiando in attacco: fuori Eusepi e Marranzino, dentro Lonardo e Martins. Abbastanza opaco risulterà il primo, molto più in palla almeno sulla fascia il secondo, che a inizio torneo era sembrato impresentabile. La Juve fa cambi conservativi e la Samb raddoppia al 20°: l'angolo di Stoppa trova il prolungamento di Lepri per Piccoli che insacca, 4-2. I rossoblù ci provano, a dieci minuti dalla fine con una girata di Lonardo e al 44° Dalmazzi colpisce la traversa. Al 95° la Juve segna di nuovo il quinto gol e, di nuovo, la rete viene annullata, stavolta per fuorigioco. 

La ricreazione è finita
Giovedì 12 febbraio, la data in cui la Sambenedettese entra ufficialmente nei play-out.
Il problema non è tanto nella capacità dei rossoblù di ripartire, ma nel divario che si sta creando tra il piccolo plotone di chi rischia e il resto delle squadre. Oggi, oltre a Pontedera, Torres e Perugia, c'è solo il Bra (che sarebbe salvo se il campionato si concludesse ora) e Livorno e Carpi si sono sensibilmente allontanati. C'è da recuperare la mentalità vista nel secondo tempo, perché il lassismo del primo ci porta per direttissima in Interregionale.
La campanella adesso è suonata davvero: non si scherza più. Domenica, in qualche maniera, la partita con la Torres va vinta.

(foto: US Sambenedettese)

di Roberto Valeri

12/02/2026

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