Cia Marche, un plauso al CUN

Ancona - Il Presidente Cia Marche Taddei: “Un’ottima notizia, il vero problema è lo squilibrio interno della filiera. In regione lavoriamo al Distretto del Grano”.

L’istituzione ufficiale della CUN, Commissione Unica Nazionale del Grano Duro, che avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato, è un’ottima notizia.

“Cia Agricoltori Italiani in tutti questi anni, è stata l’organizzazione sindacale degli agricoltori che più si è battuta per raggiungere questo obbiettivo – dichiara il Presidente Cia Marche, Alessandro Taddei – e questa era una delle richieste contenute nella petizione nazionale del 2024, firmata da quasi centomila agricoltori e consumatori italiani e a cui hanno aderito 45 consigli comunali, come lo era anche Granaio Italia. Sappiamo benissimo che questi obiettivi raggiunti non sono la soluzione definitiva al problema grano ma strumenti utili per affrontare il vero problema ovvero lo squilibrio all'interno della filiera, perché oggi il prezzo al produttore per il frumento italiano di maggior pregio è al di sotto dei costi di produzione mentre i prezzi al consumatore sono lievitati enormemente e che questo squilibrio sia oramai conclamato è certificato dall'apertura da parte dell'antitrust di un'indagine. Ricordiamo che su 100 euro spesi dal consumatore per il cibo solo 6 vanno all'agricoltore”.

La Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente, che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno per assicurare la trasparenza del mercato, la tracciabilità e i dati reali anche sul grano duro straniero importato in Italia, sul quale vanno rafforzati i controlli alle frontiere in modo che rispetti gli stessi standard produttivi, di qualità e sicurezza alimentare che rispettano i nostri agricoltori.

Occorre, secondo Cia Marche, che l’istituzione della CUN, assieme a un solido piano di rilancio della cerealicoltura italiana, ristabilisca equità lungo la filiera. E per raggiungere questo scopo è necessario da una parte che gli agricoltori si aggreghino, facciano massa critica per ritornare ad avere nelle proprie mani il grano e si confrontino alla pari con la parte industriale, “cosa che come Cia Marche – conclude il Presidente Taddei - stiamo cercando di realizzare con la costituzione del Distretto del Grano, dall'altra che si torni ad investire nella programmazione, nella comunicazione soprattutto verso il consumatore per sensibilizzarlo al consumo di pasta realizzata con grano italiano. Soprattutto, bisogna che si torni a gestire e regolare la filiera senza lasciarla alla legge del più forte come purtroppo avviene oggi”. 

di Roberto Valeri

22/01/2026

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