Accordo UE-Mercosur: la Cia di Ascoli, Fermo e Macerata ribadisce le proprie perplessità

Ascoli Piceno - La Cia Agricoltori Italiani delle province di Ascoli, Fermo e Macerata condivide la forte preoccupazione espressa dal Presidente nazionale Cia, Cristiano Fini, per l’accordo commerciale tra Unione europea e Paesi del Mercosur.

La Cia Agricoltori Italiani delle province di Ascoli, Fermo e Macerata condivide la forte preoccupazione espressa dal Presidente nazionale Cia, Cristiano Fini, per l’accordo commerciale tra Unione europea e Paesi del Mercosur, ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali.

Si tratta di un’intesa che, se approvata, porterebbe all’abbattimento di gran parte dei dazi doganali e all’ingresso nei mercati europei di quote consistenti di carne, riso, miele e altri prodotti agricoli provenienti dal Sud America, realizzati a costi inferiori e spesso con standard ambientali, sanitari e di benessere animale non equiparabili a quelli imposti agli agricoltori europei. Dal punto di vista economico, è un’intesa di portata storica, capace di coinvolgere un mercato di circa 700 milioni di consumatori e di eliminare, nel medio periodo, oltre il 90% dei dazi doganali sulle merci scambiate tra le due aree.

«L’accordo Ue-Mercosur sarà utile per il mondo agricolo italiano solo se le clausole di salvaguardia oggi annunciate saranno davvero rapide e trasparenti, per tutelare quei prodotti sensibili (carni, zucchero e cereali) che potrebbero essere messi a rischio dalla prevedibile concorrenza sleale data dall’importazione di prodotti a basso costo, non conformi agli standard di produzione europei su benessere animale, ambiente e sicurezza». Così si esprime Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani.

La Cia di Ascoli, Fermo e Macerata rilancia questa posizione, ribadendo che l’agricoltura italiana non può essere sacrificata sull’altare della globalizzazione. L’organizzazione si dichiara contraria, in linea con il nazionale, all’utilizzo della riserva di crisi della PAC – pari a 6,3 miliardi di euro – per compensare gli impatti negativi causati dal Mercosur, poiché si tratterebbe di sottrarre risorse a un bilancio agricolo già pesantemente ridimensionato.

“Comprendiamo il fatto che questa accelerazione di un negoziato iniziato nel 1999 – afferma Matteo Carboni, Presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata – sia dovuta alla necessità di trovare nuove opportunità di esportazione per l’intero sistema agroalimentare europeo nel momento in cui il Made in Italy è minacciato dai dazi imposti dagli Stati Uniti, però è necessario che le clausole di salvaguardia, positive, possano essere attivabili eventualmente in tempi certi e rapidi, così come bisogna assicurarsi che funzioni il monitoraggio semestrale”. 

Resta centrale, anche per Cia Ascoli-Fermo Macerata, la questione della reciprocità degli standard produttivi “e naturalmente ci riferiamo alle regole sulla sostenibilità ambientale e il benessere animale, nonché delle norme sulla sicurezza alimentare”. 

di Roberto Valeri

18/10/2025

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