
Al via gli Smart Working Award
L'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ha lanciato il contest "Smart Working Award 2020", una iniziativa che dal 2012 premia le organizzazioni che hanno realizzato attività di riprogettazione dello spazio e delle modalità di lavoro in ottica Smart Working. «Regolato dal 2017 in Italia, è un modello organizzativo che si basa su un principio semplice - Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio sullo smart workingdella School of Management del Politecnico di Milano - il principio è quello di dare alle persone maggiore autonomia nella scelta delle modalità di lavoro, a cominciare da orari e spazi in cui svolgere le mansioni chiedendo loro di responsabilizzarsi e misurarsi sui risultati. L’essenza dello smart working è il lavoro per obiettivi». l'obiettivo è generare un circolo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza e mettere in luce le iniziative di maggior successo spedendo la scheda di partecipazione a dora.caronia@polimi.it dell'Osservatorio del Politecnico di Milano. Corre online la dimostrazione pratica delle aziende che a vario titolo e modo stanno dando risposta concreta dell'applicazione di questa modalità lavorativa che, lo ricordiamo, differisce dal telelavoro.
Simone Terreni , amministratore delegato di Vip Voice , società di Montelupo nata nel 2006 che fornisce servizi digitali per telecomunicazioni, conosce bene questa realtà:"Sono 5 anni che lo pratichiamo lo Smart Working in azienda, su 30 collaboratori, 11 lo praticano regolarmente. Adesso tutta l’azienda http://www.voipvoice.it/ è operativa al servizio dei clienti in questa modalità. Oltre a migliorare la qualità della vita del collaboratore, Vip Voice ha indubbiamente registrato un incremento della produttività".
Secondo i dati dell'Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, in Italia prima dell'emergenza coronavirus, questa pratica era scelta dal 2% dei dipendenti , nel Regno Unito dal 20,2%, in Francia dal 16,6 % e Germania dall'8,6%. Come riportato dal Corriere della Sera nell'articolo firmato da Milena Gabanelli e Rita Querzé, lunedì 16 marzo2020, la situazione è decisamente diversa: il numero di italiani che lavorano da casa è cresciuto in modo esponenziale:« il traffico dati sulle linee fisse è aumentato in media del 20% con picchi del 50%» come certificano le compagnie telefoniche.
di Cristina Mignini
23/03/2020







