
Conte riapre le scuole, Ceriscioli le chiude di nuovo

In circa due ore, nella serata del 27 febbraio, si è consumata l'ennesima puntata della diatriba tra il Governo centrale e la Regione Marche. Come un fulmine a ciel sereno, verso le ore 17,00, è arrivata la notizia che il TAR delle Marche aveva accettato la richiesta di sospensiva dell'ordinanza n.1 emessa il 25 febbraio dalla Regione: dunque si prospettava, tra le altre cose, il rientro nelle scuole a partire da domani.
Poiché però, la sospensiva del TAR delle Marche si basava sul presupposto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri lamentava "che la Regione Marche avrebbe emesso l'impugnata ordinanza in assenza del presupposto...che nella zona risulti positiva almeno una persona", il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha emesso una nuova ordinanza due ore dopo, con gli stessi contenuti ma sottolineando che ci sono al momento sei casi di positività al Coronavirus in Regione (tutti in provincia di Pesaro) più 94 persone in isolamento domiciliare fiduciario. In punta di diritto, nulla da eccepire: nuovi presupposti, nuova ordinanza (LINK alla fine dell'articolo).
Ora, si dovrà capire se ci sarà un'ulteriore puntata del "braccio di ferro" ed anche questa ordinanza sarà impugnata (la prima si sarebbe discussa nel merito il 4 marzo) o se alla mezzanotte del 29 febbraio le Marche si uniformeranno all'ordinanza nazionale voluta dal Premier Conte. Di certo, stonano alquanto le dichiarazioni del Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia il quale, subito dopo la sospensiva, aveva dichiarato "Lo Stato c'è e si fa rispettare".
Se è così, farsi "rispettare" per un paio d'ore non è poi un gran risultato.
Comunque, questa volta l'ordinanza è valida fino alle 24,00 di sabato 29 febbraio.
Dunque, al momento, in Regione tutto dovrebbe tornare alla normalità (riapertura delle scuole compresa) lunedì 2 marzo prossimo, sempre che i casi di positività in regione non aumentino o che si verifichino nuove situazioni.
di Roberto Valeri
27/02/2020







