I beni culturali come opportunità di sviluppo locale

- Il punto di vista di Legambiente Marche a tre anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia

L’Italia è un paese che conserva tracce di una storia millenaria, custode di un patrimonio artistico, culturale, monumentale e ambientale enorme, le cui potenzialità il più delle volte vengono trascurate anche e soprattutto in assenza di una adeguata pianificazione e programmazione territoriale. Da ciò deriva il fatto che non sempre la ricchezza ed ampiezza del patrimonio culturale riesce ad attivare processi di co‐sviluppo e di gestione sostenibile del territorio, sia in senso ambientale che sociale.
Anche Legambiente tra le molteplici attività di cui si occupa, pone un’attenzione particolare al mondo della cultura e dei beni culturali, perché ci si è resi conto che l’ambientalismo trova più capacità di futuro dove c’è un territorio colto. In questo contesto diviene fondamentale una collaborazione tra le istituzioni e le associazioni al fine di comprendere come motivare gli operatori del settore sui territori competenti, dal momento che deve essere obiettivo comune la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Come ci spiega Francesca Pulcini, Presidente Legambiente Marche, “a tre anni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia, vogliamo ribadire l'importanza del volontariato nei beni culturali per il recupero e la messa in sicurezza”. “Abbiamo recuperato - sottolinea Pulcini - soprattutto dopo l'emergenza, circa 5 mila opere mobili grazie ad un'attività che va avanti ormai da vent'anni, dopo il sisma del '97 che ha messo in rete Protezione Civile, Mibact, la nostra Associazione e Regione Marche”.
“Oggi i beni culturali - prosegue Pulcini - oltre a rappresentare una straordinaria opportunità per il territorio di un Paese come l'Italia, rappresentano un pezzo identitario della comunità di appartenenza: lo abbiamo visto proprio nei mesi in cui abbiamo operato nelle aree colpite dal sisma, quanto le comunità locali siano legate a questi simboli, che sono sia simboli religiosi che simboli legati alla propria quotidianità, alle propria storia e tradizione”.
“È fondamentale - conclude Pulcini - ribadire quanto sia importante valorizzare questo aspetto dei beni culturali e della partecipazione attiva della cittadinanza: affinché i beni culturali tornino fruibili prima possibile e possano rappresentare un'occasione di sviluppo locale”.

di Alessandra Addari

27/02/2020

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