Mario Lupo e l'altro che è in noi

San Benedetto Del Tronto - Approda (è il caso di dirlo) a San Benedetto del Tronto la mostra che chiude la trilogia dedicata all'artista: sarà aperta al pubblico fino al prossimo 31 gennaio.

Siamo, spesso, quello che gli altri pensano di noi perché anche noi, in fondo, ci conosciamo poco e nemmeno la parola ci aiuta, dal momento che "il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite". Mario Lupo, dunque, è per noi un gabbiano che si alza in volo, un albero piegato dal vento, il mare che sembra custodire. Ma ogni uomo avrebbe il diritto che si guardasse oltre la sua parte nota, oltre quello che ci è familiare e consolidato nella mente, se vogliamo anche categorizzato. Per Mario Lupo, questa riscoperta si chiama "Mare Altro".
 
Alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, la mostra in programma da sabato 24 ottobre, con inaugurazione alle ore 17, fino al 31 gennaio 2027, accompagna il pubblico alla scoperta degli aspetti meno conosciuti della sua creatività. È la terza e ultima tappa di LUPO100 – Centenario Mario Lupo 1926-2026, un viaggio che ha attraversato città, opere e ricordi, seguendo le tracce di una vita interamente consegnata all’arte.
 
Promosso e organizzato da Endeca-Agitatore Culturale ETS, su un’idea di Maristella Lupo e con la curatela di Nunzio Giustozzi, Marino Capretti e Rosalba Rossi, il progetto nasce dal desiderio di restituire profondità a una presenza. Tornare alle opere significa ritrovare anche le persone, gli incontri, i luoghi che le hanno rese possibili. Significa riconoscere ciò che un artista lascia nella vita degli altri, spesso molto tempo dopo averlo creato.
Dopo "Mare Primo", dedicato alle radici abruzzesi, e "Mare Tutto", che ne ha ripercorso la formazione e l’affermazione, "Mare Altro" apre una soglia più intima e sorprendente. Accanto alla pittura e alla scultura, opere inedite e lavori poco conosciuti raccontano il desiderio di sperimentare di Lupo, la sua capacità di cercare una forma nuova ogni volta che un’idea chiedeva di venire alla luce.
 
Il vetro, il disegno di gioielli, le scenografie teatrali rivelano una sensibilità capace di abitare materiali e linguaggi diversi. La luce che attraversa una superficie, una forma pensata per essere indossata, uno spazio destinato a prendere vita sul palcoscenico: in ciascuna di queste esperienze si riconosce la curiosità di un artista la cui ricerca continua a riservare scoperte. Anche il mare, allora, cambia significato. Resta il paesaggio che accompagna la sua storia, ma diventa una possibilità dello sguardo, un modo di sentire e interrogare il mondo. Davanti alle opere di Lupo si può riconoscere una costa e, nello stesso istante, avvertire qualcosa di più difficile da nominare: una nostalgia, un’attesa, il bisogno di andare oltre l’orizzonte.
 
A questa profondità ha dedicato la sua lectio magistralis il professor Claudio Strinati, tra i momenti centrali dell’inaugurazione. Lo storico dell’arte, ha proposto una lettura che colloca la ricerca pittorica e plastica di Lupo nel contesto dell’arte italiana del secondo Novecento e ha ricollegato le riflessioni di Lupo  alle azioni dei grandi del Rinascimento in quella che sarebbe, a suo dire, l'essenza di ogni autentico artista: essere cosciente e genuinamente felice di "saper fare arte", unita alla voglia di condividerla e capire che, dalle sue creazioni, le persone traggono piacere.

A custodire il percorso complessivo sarà anche il catalogo di LUPO100, presentato in occasione dell’inaugurazione. Le sue 340 pagine raccolgono le tre esposizioni e ricompongono la vicenda umana e artistica di Mario Lupo, offrendo alla memoria un luogo nel quale restare e dal quale ripartire. Il progetto editoriale e grafico è stato curato dall’architetto Franco Mercuri, autore anche dell’identità visiva delle mostre e delle iniziative del centenario. Nel volume trovano spazio i contributi critici dei curatori, il saggio di Claudio Strinati e un’ampia sezione dedicata alle opere, realizzata con la collaborazione del fotografo Emanuele Santori. Durante l’inaugurazione, la scenografia degli Olivastri di Torre Mileto ha danzato, complice il vento e una temperatura finalmente autunnale, con gli allievi del corso avanzato della Scuola DanzaSIA – piccolo atelier della danza, diretta da Maria Pia Francucci, interpreti di  "Metamorfosi di linfa – Omaggio a Mario Lupo", con coreografia originale di Fabrizia Limone.

Il percorso, con l'arrivo a San Benedetto, città della maturità artistica e personale di Lupo, assume tra l'altro nel 2026 un significato ulteriore, perché pochi giorni fa c’è stata, in collaborazione con il Circolo dei Sambenedettesi, l’inaugurazione di una targa in memoria dei quarant’anni dalla realizzazione del Monumento al Gabbiano Jonathan Livingston, una delle sue opere pubbliche più conosciute, divenuta parte dell’identità cittadina.
 
E qui sta il punto e il merito del progetto LUPO 100, nel suo “felice approdo” conclusivo a San Benedetto. Così come per il Monumento, anche Mario Lupo è diventato parte dell’identità sambenedettese: non c’è praticamente casa in città che non abbia, sotto varie forme, un’opera dell’artista. Ma il fatto che i suoi gabbiani, a partire da Jonathan, appartengano allo sguardo dei sambenedettesi, non significa che lui sia stato e sia “il pittore dei gabbiani e delle donne senza volto”. Così Maristella Lupo ed Endeca si sono fatti carico di quella che Lévinas chiamerebbe responsabilità dell’Altro. Possiamo conoscere il carattere, le abitudini, la storia di una persona ma nulla di tutto ciò ci autorizza a pensare di poterla racchiudere in una definizione. Entra in gioco il rapporto con l’altro: quando lo incontro (o ne vedo le opere, in questo caso) lo riconosco nella sua autonomia oppure lo riconduco alle mie categorie, alle mie rassicuranti aspettative? Il rapporto con l’altro dovrebbe invece sintetizzarsi nel prendere coscienza che ogni persona è più di ciò che si riesce a capire e, dunque, l’ascolto va esercitato senza pretendere di arrivare a una definizione…definitiva.
 
Dopo il mare dell’infanzia e quello della formazione, "Mare Altro" invita a restare ancora davanti alle opere, concedendo loro il tempo di stupirci. Oltre le immagini che già amiamo, Mario Lupo ha ancora qualcosa da raccontare o meglio, noi abbiamo ancora molto da capire. In questo senso, “Mare Altro” sa sorprenderci, ci fa comprendere che su Mario Lupo i gabbiani e le donne in attesa non sono l’ultima parola su chi sia stato e sia veramente. 

di Roberto Valeri

25/10/2026

Mario Lupo e l'altro che è in noi

San Benedetto Del Tronto - Approda (è il caso di dirlo) a San Benedetto del Tronto la mostra che chiude la trilogia dedicata all'artista: sarà aperta al pubblico fino al prossimo 31 gennaio.

Leggi l'articolo »

Gioco e punti.

San Benedetto Del Tronto - Sambenedettese-Livorno 2-1: i rossoblù "espugnano" il Riviera con venti minuti perfetti nel primo tempo, anche se la sofferenza nella ripresa è quella di sempre.

Leggi l'articolo »

Cdo Marche Sud a Milano per i quarant'anni della Compagnia delle Opere

Milano - Emanuele Frontoni: "Desiderio, pazienza e realismo per costruire insieme. L'intelligenza artificiale deve amplificare le capacità umane"

Leggi l'articolo »

Biologico, Cia Marche: "Bene gli anticipi, risorse importanti per le imprese"

Ancona - Cia-Agricoltori Italiani delle Marche accoglie con favore l'avvio delle procedure per liquidare gli anticipi della campagna 2026 dell'intervento SRA29.

Leggi l'articolo »

Notizie ultime 48 ore



[gg/mm/aaaa] [gg/mm/aaaa]

Ad Ascoli “Occhio alle truffe Live”, l’evento dei Giovani Soci della Banca del Piceno

Ascoli Piceno - Ospiti il content creator Metateoo e l’Ispettore della Polizia Postale di Ascoli Piceno Piccinini
Astrelia sviluppa siti web per quotidiani online e applicazioni web e mobili per iPhone iPad e Android