
Agricoltura allo stremo, Cia Marche lancia l'allarme: "Le aziende non ce la fanno più"
Roma - Il presidente Alessandro Taddei a Roma per la mobilitazione nazionale: "Costi raddoppiati e prezzi di vendita in calo, non abbiamo più certezze sul nostro futuro".

"Siamo allo stremo. I prezzi del gasolio, dei concimi e delle sementi sono raddoppiati, mentre quelli di vendita dei nostri prodotti sono calati. Se già l'anno scorso non riuscivamo a fare reddito, quest'anno siamo ancora più in difficoltà. Non abbiamo più certezze sul nostro futuro". È l'allarme lanciato da Alessandro Taddei, presidente di Cia-Agricoltori Italiani delle Marche, nella giornata del 20 ottobre della mobilitazione nazionale davanti a Montecitorio "I conti non tornano. Tutto a carico di agricoltori e cittadini", alla quale la delegazione marchigiana ha partecipato insieme a Toscana, Campania e Sardegna.
"Abbiamo scelto un presidio articolato in sei giornate, nell'arco di due settimane, perché non volevamo concentrare tutto in un evento che rischiasse di finire subito nel dimenticatoio – ha spiegato Taddei –. La prossima settimana l'ufficio di presidenza deciderà come proseguire e quali altre azioni intraprendere. Le aziende si chiedono quale futuro possano avere. Ai parlamentari incontrati chiediamo di cogliere questo messaggio; ai consumatori diciamo che, se i prezzi aumentano sugli scaffali, non è colpa nostra: noi lavoriamo sotto reddito".
Una crisi che investe tutte le province marchigiane. Sabina Pesci, presidente Cia Pesaro-Urbino, ha denunciato l'impossibilità di continuare a fare impresa e sostenere le famiglie con prezzi delle materie prime e costi crescenti: la chiusura delle aziende, ha avvertito, mette in pericolo la produzione di cibo e l'economia del Paese. Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata, ha sottolineato che il prezzo della crisi energetica non può ricadere soltanto su agricoltori e consumatori: i primi producono a costi maggiori e vendono a prezzi inferiori, i secondi spendono sempre di più. Ne derivano chiusure, spopolamento delle aree interne e perdita della tutela del territorio, con danni per l'intera collettività.
Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona, ha richiamato le difficoltà delle famiglie, strette tra redditi agricoli insufficienti e rincari sugli scaffali. "Siamo qui per manifestare il nostro disappunto, ma anche la disponibilità a discutere soluzioni. Redistribuire il reddito lungo tutta la filiera è una necessità da affrontare in tempi brevissimi".
Sul fronte politico, Antonio Baldelli, parlamentare di Fratelli d'Italia, ha espresso solidarietà agli agricoltori italiani e marchigiani, riconoscendo la crescente distanza tra prezzi all'origine e al consumo. Ha richiamato i provvedimenti del Governo nazionale e la vicinanza dimostrata dal presidente Francesco Acquaroli e dalla Giunta regionale con i recenti provvedimenti mirati, pur affermando che resta ancora molto da fare.
Di parere contrario sulla risposta del Governo i parlamentari del Partito democratico Irene Manzi e Augusto Curti, che chiedono interventi immediati contro caro energia e carburanti, ricordando le proposte di un tetto dinamico ai prezzi, delle accise mobili e della tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. I due parlamentari marchigiani inoltre hanno sollecitato un'azione europea contro il prospettato taglio del 20% alle risorse della Politica agricola comune: tutelare il made in Italy, hanno osservato, richiede misure concrete. C’è una condizione di abbandono del settore e l'insufficienza dell'azione governativa, che l’opposizione s’impegna a contrastare con misure per un'agricoltura strategica per l'occupazione e il futuro delle nuove generazioni.
Solidarietà anche da Giorgio Fede, parlamentare del Movimento 5 Stelle, che ha inviato un video messaggio in cui chiede risposte concrete al caro carburanti, che colpisce agricoltori, marinerie e trasportatori, e una diversa gestione della crisi attraverso un tetto ai prezzi, ribadendo il sostegno alla protesta.
Dal presidio, Cia Marche ha rilanciato le richieste di prezzi remunerativi, credito d'imposta sul gasolio agricolo, contrasto alle pratiche commerciali sleali e difesa delle risorse Pac. In gioco ci sono la sopravvivenza delle aziende, il cibo delle famiglie e il futuro dei territori.
di Roberto Valeri
20/10/2026







