
La Mela del Papa, un convegno per valorizzare una varietà simbolo del territorio
Genga - Il convegno "Una varietà, una storia, un futuro. Esperienze e prospettive per un percorso di valorizzazione", si è svolto nella Sala Comunale di Genga.

Una varietà antica, un patrimonio di biodiversità e un'opportunità di sviluppo per il territorio. È dedicato alla Mela del Papa il convegno "Una varietà, una storia, un futuro. Esperienze e prospettive per un percorso di valorizzazione", che si è svolto nella Sala Comunale di Genga. L'iniziativa, organizzata da CIA Agricoltori Italiani di Ancona, intendeva accendere i riflettori sulle potenzialità delle produzioni frutticole autoctone, sul loro recupero e sulle prospettive di valorizzazione economica, agricola e culturale.
Al centro dell'incontro, la necessità di preservare un patrimonio che rischia di essere progressivamente dimenticato, ma che può rappresentare una risorsa importante per il futuro dell'agricoltura marchigiana. La Mela del Papa è così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra biodiversità, identità territoriale, sostenibilità delle coltivazioni e opportunità offerte dalla programmazione dello sviluppo rurale.
"Le varietà autoctone non sono soltanto una testimonianza del nostro passato agricolo, ma possono diventare protagoniste di una nuova stagione di sviluppo per le aree interne delle Marche – dichiara Alessandro Taddei, presidente di CIA Agricoltori Italiani delle Marche –. La Mela del Papa rappresenta un esempio concreto di quanto sia importante recuperare e valorizzare le produzioni legate alla storia dei nostri territori. Non possiamo permettere che questo patrimonio venga disperso. Occorre costruire percorsi capaci di mettere insieme ricerca, agricoltori, istituzioni e comunità locali, trasformando la tutela della biodiversità in un'opportunità di reddito per le imprese agricole. La valorizzazione di queste varietà può contribuire anche a contrastare l'abbandono delle campagne, rafforzare le filiere di prossimità e rendere più attrattive le nostre aree interne. Per riuscirci, però, servono progettualità condivise, strumenti adeguati e una visione di lungo periodo".
Il convegno, dopo i saluti del sindaco di Genga, Marco Filipponi, e del presidente di CIA Agricoltori Italiani di Ancona, Franco Gianangeli, ha visto gli interventi di Davide Neri, professore ordinario dell'Università Politecnica delle Marche, sul tema della coltivazione sostenibile delle mele autoctone, e di Dimitri Giardini, agronomo della Marca di Ancona CIA, sulle opportunità offerte dalla nuova programmazione dello sviluppo rurale della Regione Marche.
Nel corso della mattinata, Nelson Gentili, agronomo e referente di Slow Food Marche, ha presentato l'esperienza della Mela Rosa dei Sibillini come possibile modello di valorizzazione, mentre Mirella Cuppoletti, della Pro Loco Genga, ha approfondito il rapporto tra ambiente, territorio, viaggiatori e scrittori, evidenziando il valore culturale e identitario del paesaggio locale.
Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro Taddei, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, mentre il coordinamento dei lavori era curato da Loredana Campitelli, direttore di CIA Agricoltori Italiani di Ancona.
Al termine del convegno c’è stata una degustazione di sidro di Mela Rosa dei Sibillini, a testimonianza delle possibilità di trasformazione e diversificazione produttiva offerte dalle varietà frutticole tradizionali. L'iniziativa è stata realizzata con il contributo del CSR Marche, intervento SRH04, nell'ambito delle azioni di informazione, con il finanziamento dell'Unione europea.
di Roberto Valeri
16/10/2026







