Pensioni minime, ingiustizia sociale

Agnone - Alla Festa Interregionale di Agnone, il Presidente ANP Cia Marche Lavagnoli denuncia: i nostri agricoltori con la pensione minima non possono nemmeno scaricare i servizi sanitari che pagano di tasca propria.

Si è conclusa domenica 27 settembre ad Agnone la XVI Festa interregionale del pensionato ANP-Cia. Dal 25 al 27 settembre delegazioni di Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Sardegna, Toscana e Umbria si sono incontrate per discutere di pensioni, sanità pubblica e aree interne. Al centro del confronto, nel convegno di sabato, la qualità della vita degli anziani e l’accesso ai servizi nei territori interni. La giornata conclusiva ha riunito le delegazioni e i presidenti regionali ANP-Cia.

Matteo Valentino, presidente nazionale ANP-Cia, nel ricordare la grande partecipazione e il dialogo costante con le istituzioni, ha sottolineato che questi eventi costituiscono un contributo significativo nella vita associativa di Cia-Agricoltori Italiani: " Il nostro impegno è dare voce ai pensionati su questioni che vanno dalle aree interne alla sanità, al welfare e a tutto ciò che serve per vivere dignitosamente. Non possiamo ignorare la difficoltà di chi percepisce una pensione minima di poco più di 600 euro. Portarla a un importo dignitoso è un impegno che dobbiamo portare avanti su tutto il territorio. A mille euro non dico che, con il costo della vita di oggi, possa risolvere tutti i problemi. Ma con poco più di 600 euro si fa fatica perfino a pagare la bolletta della luce. È una situazione insostenibile, mentre la povertà aumenta. Per questo chiediamo un impegno maggiore e chiamiamo le istituzioni al confronto: devono dare risposte, ciascuna per la propria parte. Non si può continuare a scaricare la responsabilità da un livello all'altro: il Comune indica la Regione, la Regione indica il Governo. A mio parere, anche con bilanci limitati, ogni istituzione può dare un segnale politico. Prevedere nel bilancio comunale un capitolo dedicato a questi temi sarebbe un gesto concreto e corretto verso la popolazione che rappresenta."

Nevio Lavagnoli, presidente ANP-Cia Marche, ritiene raggiunto lo scopo della Festa: "Volevamo rilanciare il tema delle pensioni in Italia e sottolineare una situazione sempre più insopportabile, soprattutto per gli agricoltori pensionati. Dopo una vita di lavoro e dopo aver contribuito alla crescita del Paese, molti si ritrovano con una pensione minima indecorosa. A questo si aggiunge un'ingiustizia: chi non ha sufficiente capienza fiscale non riesce a detrarre le spese sanitarie, pur presentando la dichiarazione dei redditi. Sarebbe meno grave se il Servizio sanitario nazionale garantisse sempre cure gratuite e accessibili a tutti, ma sappiamo che non è così. Un pensionato al minimo può trovarsi costretto a rivolgersi al privato e a spendere per curarsi i pochi risparmi accumulati in una vita. È una situazione sbagliata, ingiusta e indegna. Gli agricoltori devono far sentire la propria voce e sollecitare tutte le forze politiche a trovare una soluzione."

Erano presenti pensionati ANP-Cia da tutte le Marche con i rispettivi presidenti, che hanno ribadito quanto siano urgenti soluzioni per gli ex lavoratori agricoli di tutta Italia, soprattutto delle aree interne per quel che concerne la nostra regione.

“Abbiamo discusso i temi che stanno più a cuore alla categoria che rappresentiamo: le pensioni minime, le aree interne e la sanità – dice Benito Vagnoni, presidente ANP-Cia Ascoli-Fermo-Macerata -  Da anni chiediamo di adeguare l'importo delle pensioni minime, perché quello attuale non garantisce una vita dignitosa. In questi giorni abbiamo ribadito con forza le nostre proposte e le rivolgiamo alle istituzioni: occorre unire le forze e mettere a disposizione le risorse necessarie. Dopo tanti anni di lavoro nelle aziende agricole e nelle campagne, i pensionati meritano di vivere con dignità questa fase della vita e di godersi un meritato riposo."

Sulla stessa linea è Maurizio Romagnoli, presidente ANP-Cia Pesaro-Urbino: "Oggi siamo qui con circa cinquanta associati. Per noi è un giorno di festa, ma anche un'occasione per ribadire i diritti dei pensionati. Al centro ci sono il reddito, che deve permettere alle persone di vivere serenamente, la salute e la longevità attiva. Sono temi che interessano da vicino i nostri associati: oggi festeggiamo insieme e, allo stesso tempo, ribadiamo i nostri diritti."
 
Sulle aree interne insistono anche Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona e Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata: “L’importanza delle aree interne non va dimenticata. Serve cooperazione tra persone e comunità per distribuire più equamente il reddito lungo la filiera. Chi vive in questi territori li presidia e non deve essere lasciato solo: i servizi sono essenziali. Purtroppo, nelle aree interne i costi crescenti e la carenza di servizi allontanano abitanti e agricoltori. Quando l’agricoltura scompare, il territorio perde cura, tradizioni e cultura: è un problema per tutti."

Il dibattito di Agnone ha visto l’intervento anche di alcuni docenti dell’Università degli Studi del Molise. Giuliano Resce, professore di Economia politica, ha ricordato che “nelle aree interne occorre rendere accessibili i servizi sanitari, in particolare agli anziani, e investire nei collegamenti con gli ospedali per ridurre i tempi di percorrenza nelle emergenze.", mentre Luca Di Salvatore,professore di Diritto del lavoro, ha ricordato che se vogliamo che le aree interne abbiano un futuro "servono servizi essenziali e lavoro. Senza diritti di cittadinanza il lavoro non basta; senza lavoro, i diritti di cittadinanza e anche i servizi, da soli, non possono riportare abitanti in questi territori." 

di Roberto Valeri

29/09/2026

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