
“Non possiamo lasciare soli gli agricoltori”
Roma - Il Vicepresidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata Pierluigi Remoli alla IX Assemblea Nazionale: “Soffre il vitivinicolo, noi ostaggi degli animali selvatici”.

Cia Marche ha partecipato con la sua delegazione al completo alla IX Assemblea Elettiva Nazionale Cia che ha portato alla rielezione di Cristiano Fini a Presidente Nazionale: un momento per fare chiarezza sulle principali problematiche nazionali e sulle questioni regionali.
“Questa occasione, considerata una vera piattaforma di dialogo tra istituzioni e realtà territoriali – dice il vicepresidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata Pierluigi Remoli - ha messo in evidenza temi che riguardano l’intero comparto agricolo nazionale. Tra i principali, il problema della guerra, che continua a incidere negativamente sui costi sostenuti quotidianamente dalle aziende agricole. Un altro tema centrale è stato quello dell’acqua e del ruolo dell’agricoltura nel controllo e nella gestione del cambiamento climatico, anche come risposta concreta al dissesto idrogeologico. Molto importante anche il tema del reddito: garantire e continuare a garantire un reddito equo che renda sostenibile il lavoro delle aziende agricole attraverso strumenti politici ed economici, sia a livello italiano sia europeo.
Non sono mancati, però, argomenti più vicini al territorio del sud della regione: “il comparto vitivinicolo, ad esempio, sta vivendo un momento di forte pressione, una situazione che conosciamo bene nelle vallate del sud delle Marche. Alcune realtà politiche europee stanno già intervenendo, promuovendo specifici pacchetti normativi. Sarà importante comprendere nel dettaglio queste nuove disposizioni, capire in quale direzione muoversi e far sentire la nostra voce.
Un altro aspetto particolarmente sentito nel sud delle Marche riguarda la presenza degli animali selvatici. “Cinghiali e lupi – conclude Remoli - stanno penalizzando in maniera significativa il lavoro di allevatori e agricoltori. Sempre più spesso mi capita di vedere video e fotografie di allevamenti decimati, mentre i campi agricoli sembrano diventati il “parco giochi” dei cinghiali. Siamo in ostaggio: non è possibile che un bene dello Stato si trasformi in un onere sostenuto esclusivamente da una sola categoria”.
di Roberto Valeri
08/05/2026







