
Luca Bianchi, Vice presidente unico vicario di Agia-Cia Nazionale
Roma - Il neoeletto: “Dobbiamo rendere il settore agricolo nuovamente attrattivo per i giovani”.

Luca Bianchi, Presidente Agia-Cia Marche, è stato eletto vice presidente unico vicario di Agia-Cia Nazionale, nel corso dell’assemblea che si è svolta oggi, 15 aprile, a Roma, in Auditorium Giuseppe Avolio, dalla VII Assemblea elettiva dal titolo “Destinazione Agricoltura 2066”.
“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità – ha detto Luca Bianchi - consapevole delle sfide che oggi l’imprenditoria agricola si trova ad affrontare. Il primo obiettivo deve essere chiaro: riportare reddito nelle aziende agricole, perché senza sostenibilità economica non può esistere né futuro né ricambio generazionale. Dobbiamo rendere il settore agricolo nuovamente attrattivo per i giovani, non solo sul piano ideale ma su quello concreto: opportunità, dignità del lavoro e prospettive reali di crescita”.
Inoltre, prosegue Bianchi, “allo stesso tempo è fondamentale rafforzare la presenza delle imprese agricole nei territori, che restano il cuore produttivo e sociale del Paese, ma anche nei tavoli istituzionali, dove si prendono decisioni strategiche che incidono direttamente sul nostro futuro. Il mio impegno sarà quello di rappresentare con determinazione le istanze delle imprese agricole, costruendo un dialogo efficace tra chi lavora ogni giorno sul campo e chi definisce le politiche”.
Il Presidente Cia Marche, Alessandro Taddei, si è complimentato con il neoeletto ricordando che “l’impegno a trasmettere la passione per l’agricoltura ai giovani imprenditori deve andare di pari passo con la possibilità per questi ultimi di fare impresa con fiducia, serenità e soprattutto sapendo di poter costruire nel settore primario il loro futuro. Altrimenti, la strada del ricambio generazionale sarà sempre più in salita”.
L’Assemblea ha eletto quale nuovo presidente nazionale Matteo Pagliarani, trentunenne imprenditore agricolo di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), che ha dichiarato, poiché il contesto attuale è caratterizzato da un’età media degli imprenditori agricoli di 59 anni e da un ricambio generazionale bloccato, con un solo giovane ogni dieci agricoltori anziani, che “occorre invertire questa tendenza e fare in modo che i giovani imprenditori del comparto superino il 30% del totale degli agricoltori entro il 2066”.
di Roberto Valeri
15/04/2026







