“Insieme si può vincere”

Ancona - Franco Gianangeli rieletto Presidente Cia Agricoltori Italiani di Ancona.

Franco Gianangeli è stato rieletto Presidente Cia Agricoltori Italiani di Ancona alla IX Assemblea Provinciale che si è svolta al Teatro Ridotto delle Muse.
L’assemblea, dal titolo “Dalle radici il nostro futuro”, ha rappresentato un momento centrale di confronto, partecipazione e democrazia associativa, in cui si sono dibattute le linee guida per il futuro dell’organizzazione provinciale e del comparto agricolo. 
All’Assemblea erano presenti l’Assessore Regionale all’Agricoltura e vicepresidente regionale Enrico Rossi; da Bruxelles, l’Onorevole Carlo Ciccioli e l’onorevole Matteo Ricci; l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Giacomo Bugaro; il Vicepresidente Regionale Giacomo Rossi; il Consigliere Regionale Maurizio Mangialardi; i Consiglieri Regionale Michele Capogrossi, Nicolò Pierini, Andrea Nobili; l’Assessore alle Attività Economiche del Comune di Ancona Angelo Eliantonio; il Vicesindaco di Fabriano, Gabriele Comodi;  il Presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini; Stefania Bussoletti, Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Marche; il Presidente dell’Ente Parco Conero Luigi Conte; Gian Luigi Silvestri, Presidente Copagri Marche; il Direttore di Confcooperative Mauro Scatolini; il Presidente di Confagricoltura Ancona, Alessandro Bettini; il Presidente del Distretto Biologico delle Marche, Andrea Passacantando, Mirko Gentilucci UILA Marche; il Presidente di LegaCoop Marche Simone Cecchettini, Anna Elisabetta Fenucci Presidente CNA Marche; Andrea Spinelli, Presidente A.T.C. An2; Riccardo Maderloni, Presidente Gal Colli Esini; Giuliano Bonifazi del Consorzio Bonifica Marche; Stefano Burattini di Agci.
Il Presidente Cia Marche, Alessandro Taddei, ha dichiarato: “Le istanze che l’agricoltura fa alla politica sono tante. In Europa, la Pac con il Fondo Unico sta distruggendo l’agricoltura europea, l’accordo Mercosur non ci garantisce sotto il profilo delle reciprocità, se partisse tutta l’agricoltura marchigiana, a partire dalla zootecnia, sarebbe danneggiata. Tutto questo sembra non interessare alla politica, dopo il Covid arriviamo da un quinquennio che sembra non considerare l’agricoltura europea e italiana. Oggi, qui ad Ancona la politica è presente: noi siamo un tramite tra il mondo produttivo e la politica ma non possiamo che presentare i problemi e proporre soluzioni, non possiamo realizzarle”.
L’Assessore all’Agricoltura, Enrico Rossi, ha detto: “Il nostro Osservatorio ha definito gli obiettivi futuri e le strategie nel settore primario. Dobbiamo creare valore aggiunto, per farlo ci sono diversi strumenti tra cui certamente l’agevolazione all’accesso al credito, ma sono tantissime le misure emerse a Loreto e che ci forniscono indicazioni ben chiare sulle priorità da mettere a terra anche attraverso gli strumenti del CSR”.
“Stiamo tracciando quelle che sono le misure per l’agricoltura del futuro – ha aggiunto il Presidente Agia-Cia Marche e vicepresidente Agia Nazionale, Luca Bianchi – dobbiamo mettere le basi per far sì che i giovani restino sul territorio, affinché investano e creino imprese. Servono dunque strumenti concreti”.
”Oggi, più che mai – ha detto il Presidente Franco Gianangeli nel suo discorso - abbiamo la necessità di tutelare il reddito agricolo e di affrontare le sfide strutturali del settore, in un momento alquanto critico. Occorre poi riaffermare l’identità della CIA Agricoltori Italiani come organizzazione, autonoma dai partiti, dai governi e dai sindacati, focalizzata esclusivamente sul progresso del comparto primario. L’agricoltura vive una delle fasi più complesse della sua storia recente.  I cambiamenti climatici mettono a rischio le produzioni, i mercati sono sempre più instabili, i costi di produzione crescono più velocemente dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, la burocrazia spesso rallenta e scoraggia, invece di accompagnare. A tutto questo si aggiunge un contesto geopolitico incerto e una pressione normativa che rischia di allontanare chi lavora la terra dal proprio lavoro quotidiano”.
 
Tuttavia, prosegue Gianangeli, “l’agricoltura resta un settore strategico: per la sicurezza alimentare, per la tutela del territorio, per la tenuta delle comunità rurali e delle aree interne. Occorre, pertanto, richiamare l’urgenza di scelte coraggiose per dare più valore a chi produce”.
 
Il documento programmatico nazionale della Cia “lo dice chiaramente: il futuro non si subisce, si governa. Ma per governarlo serve un’organizzazione che sappia stare accanto agli agricoltori, non sopra di loro e non lontano da loro. Servono istituzioni attente alle reali esigenze e che sappiano programmare in modo semplice ed incisivo. Il nostro programma nasce da una convinzione chiara: una Cia che sia ancora di più protagonista, utile e riconoscibile, capace di fare squadra e di portare con determinazione le istanze degli agricoltori ai tavoli dove si prendono le decisioni”.
 
Secondo il Presidente Cia Ancona, è necessario dare visibilità all’impegno di chi, ogni giorno, con sacrificio e determinazione, continua ad avere il coraggio di “sporcarsi le mani” di terra e di emozionarsi davanti a una gemma che si schiude o a un frutto che matura: “Non si può e non si deve percepire l’associazione come un luogo a cui ci si rivolge solo per una pratica o per rispettare una scadenza. Deve tornare ad essere un presidio vivo, un punto di riferimento quotidiano, una presenza che gli agricoltori sentono vicina. Non aspettiamo che 
i problemi arrivino negli uffici, andiamo a cercarli, direttamente dagli agricoltori nelle aziende, nei loro terreni, sui territori”.
 
Emerge chiara la necessità di organizzare “incontri periodici di zona”, concreti, “in cui l’agricoltore è protagonista e Cia condivide percorsi e strategie, per poi provare a costruire soluzioni. In questo contesto, il ruolo di Presidente è di garanzia e presenza, perché “essere sul territorio significa assumersi la responsabilità di conoscere i problemi prima di rappresentarli. Rappresentare significa assumersi responsabilità, esporsi, non arretrare. Oggi l’agricoltura è chiamata a una sfida decisiva. Da soli si resiste, ma insieme si può davvero vincere”.
  

di Roberto Valeri

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