In un anno segnato dall'emergenza sanitaria, la Banca di Ripatransone cresce.

Ripatransone - La Banca di Ripatransone e del Fermano ha chiuso l'esercizio 2020 con un utile netto di euro 936 mila.

Il 2020 verrà ricordato come l'anno dell'emergenza sanitaria che ha condizionato la vita e lo sviluppo socio-economico di tutto il mondo. In questo contesto la Banca di Ripatransone e del Fermano ha svolto un ruolo estremamente importante nel proprio territorio di operatività. Infatti, l'azienda di credito ha coniugato perfettamente da un lato l'impegno a supportare lo sviluppo socio-economico e nel contempo a proseguire nel proprio programma di sviluppo. 
 
La Banca di Ripatransone e del Fermano ha chiuso l'esercizio 2020 con un utile netto di 936 mila euro. "Il risultato di esercizio è perfettamente in linea con le previsioni del consiglio di amministrazione - ha detto Michelino Michetti presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano - ma quello che mi preme sottolineare è l'importante risultato conseguito nel pieno rispetto del significato stesso di "banca di comunità" che rappresenta per noi il nostro modo di interpretare la banca. Nel corso del 2020, infatti, aldilà del risultato abbiamo continuato in tutti i modi a supportare la nostra comunità". 
 
Un esempio concreto in tal senso è rappresentato dall'andamento degli impieghi, ovvero delle somme prestate dalla Banca di Ripatransone e del Fermano alla clientela, alla fine del 31 dicembre 2020, il totale dei crediti verso la clientela  si attesta a euro 265.125 mila e fa registrare un aumento di euro 21.527 mila (+8,84%) rispetto a fine 2019. 
 
"La banca ha dimostrato anche nel corso del 2020 di essere un partner finanziario particolarmente importante per la nostra clientela - ha detto Vito Verdecchia direttore generale della Banca di Ripatransone e del Fermano - anche con il conseguimento di importanti risultati come la crescita sia nel comparto depositi che in quelli impieghi accompagnata ad un miglioramento della qualità creditizia con gli ulteriori progressi registrati  in termini di  derisking e di riduzione  dell'RWA". 
 
La Banca di Ripatransone e del Fermano nel corso della sua ultracentenaria storia ha sempre reinvestito sul territorio ciò che ha raccolto sul territorio. Al 31 dicembre 2020, le masse complessivamente amministrate per conto della clientela ovvero i depositi, costituiti dalla raccolta diretta, amministrata e dal risparmio gestito,  ammontano a euro 352.942 mila, evidenziando un aumento di 16.596 euro mila su base annua (+4,93%). Un altro aspetto estremamente importante per la Banca di Ripatransone e del Fermano è l'adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica ha da sempre rappresentato un elemento fondamentale nell'ambito della pianificazione aziendale. Ciò a maggior ragione nel contesto attuale, in virtù dell'importanza crescente che la dotazione di mezzi propri assume per il sostegno all'operatività del territorio e alla crescita sostenibile della Banca, nonché tenuto conto della ulteriore rilevanza che la dotazione patrimoniale individuale assume nella prospettiva determinata dall'adesione al meccanismo di garanzie incrociate istituito all'interno del gruppo bancario cooperativo di riferimento. 
 
Per tale motivo la Banca persegue da tempo politiche di incremento della base sociale e criteri di prudente accantonamento di significative aliquote degli utili, largamente eccedenti il vincolo di destinazione normativamente stabilito. Anche in ragione delle prudenti politiche allocative, le risorse patrimoniali continuano a collocarsi ampiamente al di sopra dei vincoli regolamentari.
 
Al 31/12/2020 il patrimonio netto contabile, inclusivo del risultato a fine esercizio, ammonta a euro 28.467 milioni di euro. "Mi preme sottolineare - ha detto il direttore generale Vito Verdecchia - il miglioramento di alcuni indici. Al 31 dicembre 2020 il CET1 Ratio e il Total Capital Ratio (TCR) applicati alla Banca nell'ambito dell'EWS, si attestano al 19,2% rispetto al 16,8% del 2019". 
 
Fin dal primo profilarsi della emergenza sanitaria e sociale che ha investito il paese, la Banca ha prestato la massima e costante attenzione alle indicazioni delle Autorità volte alla tutela della salute pubblica e degli interessi dei consumatori, adeguando di conseguenza e con la massima tempestività l'organizzazione e i processi, impegnandosi per assicurare i necessari presidi di sicurezza nell'ambiente di lavoro e nella relazione con la clientela e, più in generale, gli stakeholder, nonché la costante continuità operativa e di servizio. 
 
"Le principali soluzioni adottate per fronteggiare l'emergenza nel periodo del lockdown, mitigando i rischi e assicurando al contempo la continuità operativa  - ha detto il presidente Michelino Michetti - si sono basate sui disciplinari previsti dalla Capogruppo  in conformità  al protocollo d'intesa stilato tra Federcasse e le OO.SS. del Credito Cooperativo". 
 
Per agevolare l'attivazione delle misure previste dai provvedimenti governativi "Cura Italia" e "Liquidità" e dagli accordi di categoria (Moratoria ABI "Imprese in Ripresa 2.0" e "Accordo con Associazione dei Consumatori"), sono state immediatamente attivate le soluzioni funzionali al relativo esercizio e qualificazione da parte delle società del Gruppo, con la produzione di informazioni e reporting, anche giornalieri, finalizzati al monitoraggio puntuale sia del livello di esecuzione, sia del relativo impatto, in particolare sulla qualità del portafoglio creditizio; rilevazioni e segnalazioni che trovano anche espressione diretta nelle nuove specifiche segnalazioni di vigilanza a riguardo attivate.  Al 31 dicembre 2020 erano oltre 500 per un ammontare complessivo di circa 33 milioni di euro,  i finanziamenti erogati con il ricorso alle misure previste dal Decreto Liquidità,  di cui oltre 400 per un importo complessivo superiore  agli  8 milioni di euro riferiti alla c.d. "lettera m".  In tema di moratorie sui finanziamenti le stesse hanno superato i 600 rapporti per un totale di circa 62 milioni di euro di capitale sospeso e di questi oltre 400 per un ammontare di circa  44 milioni di euro ai sensi dell'art. 56 del Decreto Liquidità  e circa 200 per un totale di 18 milioni di euro afferenti alle ulteriori varie tipologie di intervento accordate dalla Banca ( ABI, art. 54 Fondo Gasparrini e di iniziativa).  

di Roberto Valeri

30/04/2021

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