Il lavoro è smart nello svolgimento e nella capacità di adattarsi

- Per imprese , PA e dipendenti

L’impatto del coronavirus sui cambiamenti degli italiani è stravolgente tanto quanto il dato dello stress test del

+40% del traffico delle reti a Milano e Roma, come riportato nei giorni scorsi dall’Ansa.

Nella dinamica delle misure di sicurezza anti-coronavirus, la normativa emergenziale ha incentrato nuovamente la sua attenzione sullo smart working: secondo una ricerca Bva Doxa di metà marzo,  il 73% delle aziende italiane ha introdotto il lavoro agile per garantire continuità operativa durante la pandemia da Coronavirus. Il 90% si dice soddisfatto dei risultati in termini di efficienza e operatività. E ora sono circa 1 milione di utenti smart working secondo gli osservatori del politecnico di Milano, con potenzialità fino a 8 milioni , contro i 570 mila del 2019.

Con l’evolversi degli strumenti, le competenze digitali risultano oramai componenti basilari in ambito privatistico ma non in quello pubblico che soffre di un quasi decennale blocco orizzontale del turnover e di un approccio sostanzialmente giuridico-amministrativista del “recruiting” nella PA.

 “Dall’emergenza Covid 19, stanno facendo ricorso allo smart working categorie che mai avevano applicato questa opzione come la pubblica amministrazione, primi fra questi i Comuni che stanno anche facendo un corso accelerato di digitalizzazione. Oggi i consulenti della TLC- dichiara Anna Garzone commerciale WINDTRE- sono chiamati ad assolvere anche questo vuoto formativo e a far conoscere ai potenziali clienti le piattaforme e gli strumenti informatici funzionali al cambiamento repento del mondo del lavoro. Siamo tutti incollati allo schermo per videoconferenze, meeting, webinar; è l’effetto combinato dell’emergenza coronavirus e della nuova economia domestica del lavoro; oggi come mai  anche io sono obbligata all’ utilizzo dei soli supporti digitali per poter garantire un servizio completo e non ridotto tanto per i clienti acquisiti che per i potenziali.”

Il perno della circolare e della transizione verso forme di lavoro agile è quindi il digitale, strumento teoricamente abilitante che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, dagli acquisti alle relazioni interpersonali, dal modo di lavorare a quello di produrre ed erogare servizi. Riuscire a trarre da una situazione critica elementi di positività per ripensare un sistema quale quello della funzione pubblica, capace, se perfettamente efficace ed efficiente, di sostenere la ripartenza del tessuto sociale ed economico diventa quindi cruciale ed è una sfida che questo Paese non può più permettersi di perdere.

di Cristina Mignini

01/04/2020

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