L’Intelligenza Artificiale tiene d’occhio i neonati

Porto San Giorgio - Presentata, al Meeting di Rimini 2019, una culla intelligente per i neonati pretermine ideata da ricercatori marchigiani.

L’Italia è un Paese a “crescita zero” ma, per i neonati, è comunque una delle nazioni più sicure al Mondo: l’incidenza della mortalità neonatale è inferiore al tre per mille, centocinquant’anni fa era di 230 su mille. Il discorso è più delicato, però, se si parla di neonati pretermine, che non hanno ancora maturato del tutto organi e apparati e di conseguenza non sono ancora pronti ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno.

Al recente Meeting di Rimini, un gruppo di giovani ricercatori marchigiani (Ilaria Ercoli -JEF, Sara Moccia - UNIVPM, Paolo Marchionni e Carlo Borri - Ginevri) hanno presentato il progetto SINC (System Improvement for Neonatal Care) oggetto del quale è l’ideazione e realizzazione di una culla smart che, attraverso la progettazione di nuovi sensori senza contatto e soprattutto con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, riesce a ridurre le conseguenze di eventuali problematiche derivanti da una nascita pretermine.

SINC è un progetto di ricerca che la Jef di Civitanova Marche coordina e che vede il coinvolgimento di altre due aziende marchigiane la MAC e la RICO oltre Ginevri, azienda specializzata nella produzione di apparecchiature elettromedicali per la neonatologia con sede ad Albano Laziale, che interessata all’attività ha deciso di aprire una sede distaccata nelle Marche creando nuovi posti di lavoro.

Lo sviluppo e la sperimentazione clinica è curata dal Prof. V.P. Carnielli primario del reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale per Donne e Bambini G.Salesi di Ancona mentre la parte puramente di ricerca vede il coinvolgimento dell’Università Politecnica delle Marche, nello specifico: il Dipartimento di Ingegneria Informatica e il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche dell’Università Politecnica delle Marche.

“Il principio rivoluzionario alla base di SINC – ricorda Emanuele Frontoni, Presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud e Professore di Ingegneria Informatica all’Università Politecnica delle Marche – sta nell’introduzione di una tecnologia, una telecamera non invasiva, che elimina il contatto fisico con la pelle del neonato e che utilizza, naturalmente, l’Intelligenza Artificiale in campo medico per supportare il clinico nella determinazione della diagnosi”.

L’Intelligenza Artificiale,nel caso del progetto dei ricercatori marchigiani, come in qualsiasi altro campo della vita quotidiana, non sostituisce il lavoro dell’uomo ma lo potenzia: il sistema monitora senza contatto la frequenza cardiaca e respiratoria locale e remota, parametri fisiologici fondamentali per determinare lo stato di salute dei neonati pretermine, oltre alla motilità spontanea, parametro ad oggi non monitorizzato oggettivamente.

“Nel caso dei neonati ed a maggior ragione per quelli nati prematuri – prosegue il professor Frontoni che insieme al professor Lorenzo Scalise e il Professor Carnielli sta lavorando al progetto– i movimenti non sono frequenti e spesso sono impercettibili: un neonatologo dovrebbe osservare il piccolo paziente tutto il giorno, tutti i giorni e questo vale per ogni neonato. La telecamera analizza, semplicemente inquadrando il corpo, questi spostamenti legati al movimento spontaneo del neonato: un occhio elettronico che sa anche ascoltare, perché registra i vagiti, il pianto e li collega al movimento, per dare al medico dei dati aggiuntivi nel giudizio sul maggiore o minore sviluppo del neonato o il rilevamento precoce di eventuali danni celebrali”.

Con gli algoritmi di supporto alla diagnosi basati su intelligenza artificiale inoltre si affronta anche il problema di trattamento della iperbilirubinometria, più conosciuta come ittero neonatale che può riguardare tutti i neonati pretermine e non, permettendo un’uniformità del trattamento su tutto il territorio marchigiano. Questo si otterrà grazie all’obiettivo perseguito di SINC, attraverso la condivisione “in cloud” delle informazioni, di mettere in Rete l'Ospedale per Donne e Bambini G. Salesi di Ancona con le unità regionali di terapia intensiva neonatale degli ospedali delle Marche: “con i sistemi ad intelligenza artificiale che si stanno sviluppando, viaggiano i dati nel rispetto della privacy e non i bambini” conclude Emanuele Frontoni.
 

di Roberto Valeri

04/09/2019

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