Giornata mondiale cancro: riflettori sul tumore alla cervice

- L’Oms: «Vaccino anti-Hpv per tutte le donne e screening per le under 30»

«Ogni anno, più di 300.000 donne muoiono di cancro cervicale. Più di mezzo milione di donne sono diagnosticate. Ogni minuto, viene diagnosticata una donna. Il cancro cervicale è una delle maggiori minacce alla salute delle donne. Ogni morte è una tragedia e possiamo impedirla. La maggior parte di queste donne non viene diagnosticata abbastanza precocemente e non ha accesso a trattamenti salvavita. Gli studi hanno dimostrato che la prevenzione e il trattamento precoce del cancro cervicale sono anche molto convenienti». Queste le ottime ragioni che in occasione della Giornata contro il cancro, celebrata ogni anno il 4 febbraio, l’Organizzazione mondiale della Sanità snocciola, per accendere i riflettori su una delle principali patologie oncologiche che affliggono le donne. E le più vulnerabili, per fragilità sociale e culturale così come per difficoltà di accesso ai servizi, sono le popolazioni che vivono in paesi poveri, dove si registrano nove su 10 morti da cancro cervicale. Morti «inutili», ricorda ancora l’Oms, perché il cancro alla cervice è comunque tra le forme più prevenibili e trattabili. Ammesso che vi si ponga la debita attenzione: altrimenti ai danni della patologia si sommano quelli della disuguaglianza di accesso alle cure. «L'aumento delle morti per cancro del collo dell'utero sta minando i guadagni di salute per le donne ottenuti in termini di cura della maternità e presa in carico dell'Hiv. «La disparità attuale nella sopravvivenza dal cancro del collo dell'utero, che varia tra il 33-77%, è inaccettabile e può essere ridotta al minimo», tuonano dall’Organizzazione. E allora l’obiettivo è garantire che tutte le giovani ricevano il vaccino anti-Hpv e che ogni donna al di sotto dei 30 anni sia “screenata” e trattata per lesioni pre cancerose.

Parola d’ordine: eliminazione globale. Per centrare l’obiettivo di elimare la malattia in tutto il mondo l’Oms rilancia la “call to action” fatta nel maggio scorso dal direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus : una strategia fatta di tecnologie e innovazione, di miglioramento dell’accesso a diagnosi e trattamento dei tumori invasivi sin dalle primissime fasi, di disponibilità di cure palliative per le donne che ne hanno bisogno. «Tutti questi servizi - avvisano dalla Who - devono essere integrati in solidi sistemi sanitari volti a garantire una copertura sanitaria universale. I Paesi ad alto reddito hanno mostrato la via, in molti il cancro del collo dell'utero sta diventando un ricordo del passato. Ora è il momento per l'eliminazione globale». Una policy che si inscrive nella direttrice del programma generale di lavoro dell’Oms: 1 miliardo di persone in più che beneficiano della copertura sanitaria universale; 1 miliardo di persone in più sono meglio tutelate dalle emergenze sanitarie; 1 miliardo di persone in più godono di una salute e di un benessere migliori. 

05/02/2019

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