Ad Ascoli la mostra "L'arte che protegge.Dipingere il sacro in un tempo profano" di Camillo Langone

Ascoli Piceno - Una ricognizione nel panorama italiano dell’arte sacra contemporanea, a cura di Camillo Langone.

Il Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e con il supporto di Ascoli Rete Gas, presenta la mostra L’Arte che protegge. Dipingere il sacro in un tempo profano, una ricognizione nel panorama italiano dell’arte sacra contemporanea, a cura di Camillo Langone.
Per secoli la Chiesa è stata segnata dal rapporto fraterno tra arte e liturgia, tra arte e fede – per usare un’espressione di Joseph Ratzinger – poi arrivata la Modernità, e con lei la secolarizzazione, questo legame si è spezzato e oggi diventa difficile spiegare l’arte sacra. Nel tempo profano in cui la Chiesa commissiona molto meno che nel passato, e con molto meno rigore teologico, spesso senza esigere il rispetto nemmeno dei più elementari criteri iconografici cattolici, che cosa producono gli artisti comunque attirati dal sacro? Infine, che cosa può offrire l'arte a chi continua a cercare il trascendente? La mostra L’Arte che protegge. Dipingere il sacro in un tempo profano nasce in risposta a queste domande fornendo anche una sorta di stato dell’arte sacra in Italia.
“Indipendentemente dai motivi che spingono gli artisti a produrla – afferma Camillo Langone - sono dunque in mostra sia esempi di arte sacra ufficiale, tratti dalla non molta arte sacra oggi commissionata dalle istituzioni religiose, sia esempi di arte sacra realizzata per devozione privata, dell'autore o dell'eventuale committente, sia esempi di arte sacra priva di immediata finalità religiosa ma scaturita dal confronto, magari all'apparenza soltanto formale eppure sempre aperto a ulteriori valenze, con le Madonne e i Santi dei secoli d'oro.” Nonostante il clima culturale, il confronto con il sacro non è per nulla infrequente nelle opere degli artisti contemporanei, con una tensione trascendentale spesso sottovalutata e dunque da evidenziare.
In mostra trentadue artisti di varie generazioni attivi nel panorama italiano della pittura, in un arco lungo mezzo secolo che si estende da Ercole Pignatelli (classe 1935) fino a Ilaria Del Monte che è dell'85. L’ambito privilegiato da tutti gli artisti è quello figurativo, al cui interno trovano spazio le rappresentazioni più realistiche e quelle più stilizzate. Si va dalle reinterpretazioni delle Storie dei Santi con La Strada del Santo di Stefano Di Stasio in cui uno smarrito San Francesco in compagnia del lupo si muove in un minaccioso sfondo metropolitano, alle scene di natività, ricreata da Vanni Cuoghi come una scenografia tascabile o nei dipinti di Letizia Fornasieri e Giulia Huober, passando per le Madonne arricchite da un citazionismo a tratti pop, come il trittico Madonnina del vetro, Madonnina della passione, Madonnina del cardellino di Fulvia Mendini, a tratti surrealista come la Regina Pacis Mundi Spes di Giuliano Guatta oppure ispirato alla tradizione quattrocentesca come Mary’s finger, olio di Federico Guida.
Alcune opere in mostra erano già esistenti, altre sono state create per l'occasione. Appositamente realizzata anche l'unica scultura, plasmata in terracotta dallo scultore piceno Paolo Annibali, solito a confrontarsi col sacro.
 
 

05/12/2018

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